Niente etichette maschio-femmina: la follia gender all’assalto del marketing

Il marketing si vende alla follia gender e l’anima al diavolo: tanto almeno quella forse davvero non è identificabile in un sesso d’appartenenza. 

La follia gender conquista il marketing

E così, quando pensi che anche l’ultimo limite estremo è stato superato –azzerando le differenze anagrafiche tra madre e padre con la vergognosa proposta avanzata tempo addietro e ciclicamente rispolverata, di firmare con un generico genitore 1 e genitore 2, per esempio, i moduli d’iscrizione scolastica – l’asticelle viene spostata ancora più avanti: e sempre più al limite del baratro di non ritorno. L’ultima sconcertante innovazione promozionale, allora, arriva da Londra: esattamente dai magazzini John Lewis di Oxford Street, dove un imprescindibile diktat aziendale con un colpo di spugna ha mandato al macero tutte le etichette che distinguevano capi maschili da quelli femminile in favore di un unico marchio, «Boys&Girls» oppure «Girls&Boys», da affibbiare a svolazzanti gonnelline come a più austeri capi mascolini. E tutto per non disturbare il mondo arcobaleno e non dare adito a pregiudizi commerciali. 

Londra, i magazzini Lewis aboliscono le etichette M e F

Una scelta che si colloca sulla scia di quanto già previsto da diversi istituti britannici che già da un po’ hanno rinunciato alla rigida divisione tra i sessi per quanto riguarda le uniformi e che, di certo, molte altre catene irregimentate nel politically correct sceglieranno di seguire. per fortuna però, almeno tra gli acquirenti, c’è chi ancora resiste e prova a non allinearsi a una politica culturale e manageriale che nega quello che fisiologia e buin senso dovrebbero rendere incontrovertibile: e così, sul web, è partita la contro-campagna di chi è in aperto dissenso con quanto appena accaduto a Londra e, esortando la clientela al boicottaggio – e come riportato dal Corriere della sera – su Facebook posta: «Il vostro inchinarvi all’insensatezza del politicamente corretto è ridicolo: spero che la gente voti con i loro piedi e vada a fare spese altrove». E un altra mamma, su un suo blog tuto al femminile, ha molto semplicemente ricordato: «Personalmente vorrei vedere più cose tradizionali da maschi nella sezione per ragazzi e più cose da femmine in quella delle ragazze. Perché siamo così contrari a lasciare che le femmine siano femmine e i maschi siano maschi». Il dibattito ferve…