«Niente Bella Ciao, è una canzone che divide»: stop al coro di immigrati

Niente Bella Ciao a Carmagnola, un centro alle porte di Torino. Il motivo è semplice: è una canzone che divide. La decisione è stata presa dall’amministrazione comunale di centrodestra che ha vietato al Coro Moro, un gruppo costituito da migranti e tre italiani, di cantarla alla Festa locale. Tutto è iniziato, come spiega La Stampa, lo scorso 2 settembre, quando i Kakchupa, gruppo che ha partecipato all’ultimo Concertone del Primo maggio a Roma, aveva inserito la canzone simbolo della Resistenza fra i bis. Da palazzo civico sarebbe partita una telefonata di “rimprovero”, ma la querelle non si è fermata. Domenica, i ragazzi del Coro Moro avrebbero dovuto esibirsi in piazza Sant’Agostino, il concerto è stato cancellato.  

Bella Ciao vietata a Carmagnola

Secondo la ricostruzione della band avrebbero ricevuto dal vicesindaco di Carmagnola, dopo che ha visto la scaletta, la richiesta esplicita di non cantare Bella Ciao, da sempre nel loro repertorio. «L’ultima volta abbiamo chiamato l’amministrazione alle 18 e ci hanno confermato il divieto, allora abbiamo deciso di non andare a cantare», ha detto Luca Baraldo, uno degli ispiratori del Coro Moro, che  alla Stampa ha annunciato di aver annullato il concerto.