Moro, Saronio e l’ex Br De Vuono: la commissione d’inchiesta non fa luce

Un giallo antico sta per essere risolto? Giustino De Vuono, l’ex Br e ‘ndranghetista, il cui nome più volte è stato accostato al caso Moro è morto nel ’94, mentre il giallo della foto scattata a via Fani, il 16 marzo del ’78, dove qualcuno ha sostenuto di riconoscere il volto dello stesso De Vuono, non potrà essere risolto così facilmente. È quanto rendo noto il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’assassinio di Aldo Moro, Giuseppe Fioroni, a proposito della figura di Giustino De Vuono, condannato per diversi delitti tra cui l’assassinio dell’ingegner Carlo Saronio – rapito e ucciso da estremisti di sinistra – e chiamato in causa come possibile assassino di Moro da alcuni quotidiani all’indomani del 9 maggio 1978, quando venne pubblicata anche la sua foto segnaletica. “Tramite l’arma dei carabinieri – spiega Fioroni – è stato possibile stabilire con certezza la sua data di morte e il luogo di sepoltura. De Vuono, ristretto nel carcere di Carinola dal 16 marzo 1991, venne ricoverato il 1° novembre del 1994 nell’ospedale di Caserta, già operato di aneurisma fissurato, e lì morì il 13 novembre dello stesso anno”. Secondo quanto acquisito dalla Commissione Moro “la salma di De Vuono venne poi tumulata nella tomba di famiglia presso il cimitero di Scigliano, dopo che una regolare autorizzazione del magistrato ne consentì lo spostamento”. “Per quanto riguarda, invece, la foto rinvenuta negli archivi del Messaggero, dove sembra intravvedersi il suo volto in via Fani il giorno della strage, il Ris ha chiarito che non è possibile eseguire utili comparazioni con quelle segnaletiche perché mancano alcuni parametri essenziali per un eventuale accertamento”, ha concluso il presidente dell’organismo parlamentare.