Migranti e antagonisti “uniti nella lotta”: a Roma nuova stagione di scontri

Migranti e antagonisti di nuovo in piazza a Roma, nuove tensioni e disordini, spintoni e denunce. Tutto avviene ancora nelle strade del centro, stavolta a via di Ripetta. «Case subito», urlano i “rifugiati”, che portano striscioni confezionati dai centri sociali. Un’alleanza che sta creando enormi problemi.

Migranti e antagonisti accusano la polizia

Il “salotto” della Capitale è stato bloccato per alcune ore dai manifestanti con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa che poi hanno allontanato i migranti seduti in strada, respingendoli verso piazza del Popolo. I militanti dei centri sociali hanno iniziato a protestare, accusando gli uomini in divisa: «Ci prendono a pugni». Arrivati in piazza del Popolo, tra due cordoni delle forze dell’ordine a alcuni blindati c’è stata ancora tensione. La questura ha poi specificato che l’obiettivo di migranti e centri sociali era quello di occupare lo stabile attualmente che in passato ospitava l’ospedale S. Giacomo.

Partono le denunce, ma la tensione resta altissima

I partecipanti, «tutti identificati», saranno denunciati per manifestazione non autorizzata e multati di 2.500 euro per blocco stradale. La tensione è salita quando i movimenti hanno chiesto di arrivare in corteo fino a piazza Venezia, ma non gli è stato concesso. Si sono seduti per terra intonando cori «finché non c’è risposta da qui non ci si sposta» e «basta sgomberi». Dopo l’intervento del 19 agosto nel palazzo di via Curtatone, occupato da quattro anni soprattutto da rifugiati, c’è stato un secondo sgombero nei giardini di piazza Indipendenza dove i migranti si sono accampati per giorni. I rifugiati sono rimasti poi in presidio per circa una settimana nei giardini vicino a via dei Fori Imperiali, alle spalle della Prefettura, e dopo essere stati allontanati per due volte solo alcuni hanno accettato le soluzioni alloggiative proposte dal Comune.