Messico, è apocalisse, sisma di magnitudo 7.1: 248 vittime, 21 sono bambini (Video)

È successo ancora, a meno di due settimane dal precedente: una terribile scossa di terremoto in Messico è tornata a sconvolgere una capitale e un intero Paese sotto choc: ancora una volta la terra in Messico torna a tremare, e stavolta la sua forza devastatrice è apocalittica…Una catastrofe, quella scatenata dal terremoto che nelle ultime ore ha colpito l’area sudamericana con scosse di magnitudo 7.1 sulla scala Richter che, al momento, e purtroppo va sottolineato solo al momento, ha già ucciso 248 persone, di cui 21 bambini morti sotto le macerie insieme a 4 insegnanti in una scuola di Città del Messico. Non solo: come comunicato alla nazione dal presidente Pena Nieto nel suo discorso, al disastro, alla tragedia delle vittime, al dramma dei dispersi, si aggiunge il fatto che il 40% di Città del Messico e il 60% dello stato di Morelos sono rimasti senza elettricità dopo la terribile scossa. Non solo: quanto si legge in una stima dell’US Geological Survey, l’istituto geologico Usa, che ha classificato come «arancione», cioè significativo, l’impatto del sisma per quanto riguarda le vittime – e mentre parla di «allarme rosso» per l’impatto economico – si ipotizza la tragica eventualità che il bilancio delle vittime possa arrivare addirittura a mille morti…

Terremoto in Messico, il bilancio sale a 248 vittime

Dunque, il bilancio delle vittime del terremoto in Messico che sta flagellando il Paese dalla scorsa notte è di almeno 248 persone, «di cui circa la metà nella capitale: 72 nello Stato di Morelos, 117 a Città del Messico, 43 nello Stato di Puebla, 12 nello stato del Messico, 3 in quello di Guerrero e uno in quello di Oaxaca. In un tweet del capo della Protezione civile messicana, Luis Felipe Puente, si parla di almeno una quarantina di edifici crollati e di scenari da fine del mondo. Il terremoto, avvenuto a meno di due settimane di distanza dal sisma di magnitudo 8.1 che aveva colpito il sud del Paese, ha lasciato circa 3,8 milioni di messicani senza elettricità. Il presidente Enrique Pena Nieto ha ordinato l’installazione di generatori per assistere il lavoro delle squadre di soccorso che sono andate avanti tutta notte. «Forse possiamo ancora trovare persone vive sotto le macerie», ha detto il leader messicano con la voce rotta dalla commozione e dallo sgomento.

La priorità è estrarre i sopravvissuti dalle macerie

«La priorità in questo momento è continuare a cercare chi è rimasto sotto le macerie e curare i feriti», ha poi aggiunto Nieto, in un messaggio trasmesso dalla televisione in cui ha esortato la popolazione sconvolta alla calma. «Entro il possibile, la popolazione rimanga nelle proprie case, se sono al sicuro, evitando di intasare le strade dove devono passare i mezzi d’emergenza», ha spiegato nel suo discorso il presidente messicano. «Purtroppo molte persone hanno perso la vita, compresi bambine e bambini, in scuole ed edifici», ha quindi dovuto comunicare il leader messicano, riferendosi al crollo della scuola di Città del Messico in cui sono morti almeno 21 bambini insieme a quattro insegnanti. Lo stesso presidente questa notte si è recato all’istituto scolastico Enrique Rebasamen, nel quartiere di Villa Coapa, dove le squadre di soccorso sono riuscite a mettere in salvo 11 bambini, mentre – sempre lì – ne mancherebbero ancora 28 all’appello. «Abbiamo di fronte una nuova emergenza nazionale», ha concluso il suo messaggio alla nazione il presidente messicano, mentre molti civili, compresi studenti, si sono unite alle migliaia di militari e operatori delle squadre di soccorso che stanno scavando sotto le macerie.

Il terremoto nello stesso giorno di quello del 1985…

Una catastrofe, quella che si è consumata questa notte, e quella sotto gli occhi del mondo in quello che oggi è un terrificante “day after”, che segna anche una disarmante coincidenza di ricorrenze: il terremoto di ieri, di magnitudo 7,1, ha colpito il Messico nel giorno dell’anniversario del devastante sisma che colpì Città del Messico nel 1985 uccidendo migliaia di persone: 6000 secondo le stime ufficiali, 10.000 secondo altre stime. Proprio poche ore prima della scossa ieri nella capitale molte persone avevano partecipato a cerimonie commemorative per le vittime del terremoto di 32 anni fa. E a proposito di tragici raffronti e sconcertanti similitudini, secondo il coordinatore nazionale della Protezione Civile, Luis Felipe Puente, nel terremoto di ieri sono crollati soprattutto edifici che erano stati costruiti prima del 1985, cioè prima dell’adozione di una più severa normativa anti sismica nella costruzione dei nuovi edifici.