Mentana a CasaPound: spunta uno striscione minaccioso dei “partigiani”

Enrico Mentana, ospite stasera a CasaPound per discutere della legge Fiano che inasprisce le pene per i reati di (presunta o vera) apologia di fascismo, è stato salutato stamattina, fuori agli studi de La Sette, da uno striscione non esattamente amichevole. “Mentana coglione, il fascismo non è un’opinione”, firmato dai “partigiani per la metropoli”, gruppo “Achtung banditen”. Quasi una minaccia, per il più famoso giornalista italiano, “colpevole”, si fa per dire, di aver accettato l’invito dei vertici di CasaPound nella lor sede romana, appuntamento previsto per stasera, 29 settembre, alle 21, in via Napoleone III.

Mentana e la collega che ha denunciato lo striscione

Lo striscione dei “compagni” che non amano particolarmente la democrazia e la discussione, è stato reso noto da una giornalista de La Sette, Flavia Fratello, con un post su Facebook: «C’era la Digos questa mattina davanti agli studi de la7. Il motivo lo vedete: questo striscione, firmato Partigiani nella Metropoli insulta il direttore del Tg Enrico Mentana. La sua “colpa”? Aver accettato un confronto in programma per questa sera con Casa Pound. Ma a questi signori non sta bene, e per esprimere il loro dissenso non hanno trovato di meglio che offendere. Segno di pochezza intellettuale, di scarsità di argomenti, ma non solo. Impedire il confronto significa mettersi allo stesso livello di chi si vuole contrastare. Non è certo una novità, basta saperlo». Perfetta sintesi di un pensiero democratico, inutile aggiungere altro. Nei giorni scorsi Mentana aveva sostenuto di non credere “alle leggi che comprimono o penalizzano le opinioni, neanche nel caso di quelle estreme (come il negazionismo sull’Olocausto). E vuol dire anche darle una patente di perseguitata, di vittima, che nessuna ideologia crollata, in Italia, in Germania, in Russia può meritare, visti gli orrori che fascismo, nazismo e sovietismo hanno perpetrato nella repressione del dissenso”.