Meloni, rom non integrati? Basta favoritismi: rispettino le regole come tutti (Video)

L’ultima sassaiola in strada, questa volta scatenata dalle manovre spericolate di un nomade – poi arrestato per possesso di armi – contro uno degli inquilini illegali di uno dei tanti presidi rom della capitale, esattamente nella zona dell’Albuccione a Guidonia (provincia di Roma), nei pressi di un campo rom abusivo, è solo la punta dell’iceberg di una situazione di pericolosità arrivata ormai all’insostenibile.

Giorgia Meloni, rom non integrati? Rispettino le regole 

Un tema spinoso, una situazione allo stremo che nelle periferie romane rischia di collassare da un momento all’altro. «I cortei in centro li facciano, però penso che il problema ci sia, che i rom in Italia e a Roma abbiano una seria difficoltà di integrazione a me pare sotto gli occhi di tutti», ha ribadito a riguardo la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, interpellata sulla questione dai microfoni di Radio Capitale, ospite di Circo Massimo. «Mi pare – ha poi aggiunto la numero uno di FdI – che si sia sbagliato in questi decenni a consentire alla comunità rom, dicendo è la loro cultura fare cose che agli italiani non rom non vengono consentite. E a tal proposito, il tema dei figli che non vanno a scuola mi pare il principale: abbiamo consentito che i rom mandassero i figli a fare accattonaggio e abbiamo chiuso un occhio come se quel bambino rom non avesse gli stessi diritti di un cittadino italiano non rom, perché se io mando mia figlia a mendicare mi tolgono la patria potestà». E probabilmente sta proprio in questa sperequazione, in questa diversità di trattamento etico, sociale e normativo, che risiede l’incistarsi di una situazione arrivata ormai al punto di far scoppiar il bubbone.

Basta favoritismi e indulgenze come quelli proposti dalla Raggi

Non a caso, sempre dall’emittente radiofonica, la Meloni spiega e argomenta che, «quando sento la Raggi dire, ma lo ha fatto anche la sinistra… vi do dei soldi per trovarvi la casa, per pagarvi i pulmini per mandare i bambini a scuola, per trovare lavoro, è una mentalità sbagliata: io non ti do dei soldi per rispettare le regole. Se rispetti le regole ti tratto da cittadino, se non rispetti le regole – conclude Giorgia Meloni – non ti tratto come gli altri cittadini». E tra gli altri cittadini, come ricordato dalla Meloni nel suo intervento, ci sono anche i residenti di Guidonia esasperati, balzati ieri agli onori e disonori della cronaca. Come ci sono quelli vicini a uno dei campi rom più vasti e popolosi della città eterna, quello di via di salone, esausti per il degrado e l’abbandono in cui sono costretti a vivere; e tutti quelli stanchi di essere svegliati nel cuore della notte dal frastuono che arriva dagli accampamenti. Preoccupati per quelle nubi di fumo tossico che rendono l’aria irrespirabile. Esasperati dall’agire indisturbato di quelle minacciose presenze di “nomadi per definizione”, ma ormai di fatto stanziali da decenni, che ripudiano per cultura di vita l’integrazione; soprassiedono sulla scolarizzazione di intere generazioni; accampano diritti volendo vivere nei loro insediamenti come piccoli Stati autonomi nella nazione all’ombra della quale delinquono vivendo alla giornata da sempre.