Meloni: «L’Italia sempre più preda delle violenze di immigrati. E i buonisti…»

Danni collaterali di un’immigrazione incontrollata voluta da chi ci governa. In un articolo sulla prima pagina de il Tempo Giorgia Meloni riflette sull’escalation di violenza dovuto all’aumento vertiginoso degli sbarchi sulle nostre coste. «La bruttissima storia del branco di Rimini – scrive la leader di Fratelli d’Italia – sembra concepita appositamente da un cinico romanziere per smentire tutte le teorie dei sostenitori dell’accoglienza indiscriminata». La prova, secondo la Meloni, arriva puntuale dal silenzio e dalla cortina fumogena alzata in fretta e furia dalla sinistra doc e dal politicamente corretto sulla nazionalità degli stupratori.

Meloni: basta cavilli buonisti

«La presidente Laura Boldrini si è giustificata dicendo che il suo lavoro non è certo quello di commentare ogni singolo fatto di cronaca e la deputata Cécile Kyenge ha sentito la necessità di scrivere che quella di Rimini è “una violenza che va oltre le etnie”, una excusatio non petita che non aiuta molto la causa…». Dopo l’indignazione e la condanna, scrive ancora l’ex ministro della Gioventù, però bisogna interrogarsi sulle cause e se tutto quel dolore poteva essere evitato.  La prima realtà scomoda è l’esistenza di un nesso diretto tra «immigrazione clandestina e aumento dei casi di violenza sessuale. Dal momento che i numeri non possono essere tacciati di razzismo e, per il momento, non è vietato riportarli, approfitto di questa libertà», aggiunge la Meloni, pochi giorni fa al centro di forti polemiche per aver definito gli stupratori di Rimini un «branco di vermi magrebini». I numeri parlano chiaro:gli immigrati, pur essendo solo l’8,1 per cento dei residenti, commettono il 39 per cento delle violenze sessuali. I dati che riguardano i magrebini raggiungono proporzioni allarmanti: sono lo 0,7 per cento della popolazione e commettono il 6 per cento degli stupri, quasi dieci volte il dato immaginabile.

Rivedere la legge voluta dalla sinistra

La seconda verità scomoda è che «il capobranco degli stupratori di Rimini è un congolese, arrivato con i barconi, richiedente asilo a cui era stata rifiutata la domanda di rifugiato politico. Nonostante questo è stato accolto, ospitato e mantenuto a spese degli italiani. Se fosse stata rispettata la normativa internazionale sull’accoglienza, questo criminale non sarebbe entrato in Italia o sarebbe stato rimpatriato come clandestino. anche i due marocchini minorenni che hanno partecipato alle violenze non sarebbero dovuti essere nel nostro Paese. Il padre era stato espulso e dovevano essere reimpatriati anche moglie e figli ma, scrive Meloni, «ma, per il solito cavillo buonista, visto che per rimpatriare i gili nati in Italia serve il consenso dei denitori e il padre ha detto no, invece di espellere la famiglia ci siamo ripresi pure il padre espulso, una follia tutta italiana e un antipasto di quello che accadrebbe con lo ius soli».

Non solo fatti di cronaca…

Infine la Meloni punta i riflettori sui danni della legge voluta dalla sinistra sui «minori non accompagnati» che impone all’Italia di accogliere tutti i minorenni che entrano illegalmente sul nostro territorio. Legge – sottolinea la leader di Fratelli d’Italia – non rivolta ai “bambini” ma anche a uomini di 16-17 anni e ai maggiorenni che possono spacciarsi per tali. Alla luce di tutto questo – conclude la Meloni – «è da beceri intolleranti chiedersi se l’immigrazione clandestina incontrollata possa far aumentare i casi di violenza sessuale? La risposta delle istituzioni finora è stata quella di nascondere la testa sotto la sabbia. Magari per prepararsi a rispondere in sede europea al governo polacco e agli altri Stati del gruppo di Visegrad. Ma per qualcuno sono solo“fatti di cronaca”…».