“Ma se attaccassero la Svezia…”. Inutili e provocatorie le manovre Nato

Le provocatorie manovre della Nato sono anche inutili: si ipotizza infatti l’aggressione armata della Svezia da parte di una potenza straniera, circostanza che evidentemente non è verosimile. Ma pur di dare fastidio a Putin, tutto è lecito. Al via in Svezia ieri le esercitazioni militari più importanti negli ultimi 20 anni, con la partecipazione di 19mila soldati svedesi ed elementi militari di Finlandia – che come la Svezia non fa parte della Nato – e di Paesi alleati come Danimarca, Estonia, Francia, Lituania, Norvegia e Stati Uniti, a cui sarà affidato il ruolo di aggressori. Il contingente americano è quello, fra gli stranieri, più numeroso, con 1400 soldati coinvolti. Lo scenario delle manovre Aurora 17 – che anticipano di qualche giorno l’inizio delle esercitazioni fra Russia e Bielorussia ai confini orientali della Nato Zapad 17 – è l’aumento delle tensioni regionali e il rischio di un attacco a sorpresa contro la Svezia. “Le esercitazioni sono un segnale cruciale della politica di sicurezza. Aumentano la soglia contro diversi tipi di incidenti”, ha spiegato il ministro della difesa, Peter Hultqvist precisando che tale operazione “contribuirà a valutare le nostre capacità militari”. Nei prossimi giorni, i militari coinvolti saranno dispiegati nella regione di Stoccolma, e nell’isola di Gotland, nel Baltico. Le esercitazioni si protrarranno fino al 29 di questo mese.

Le panzane anti-Putin del Washington Post

Il Washington Post, quotidiano americano anti-Putin e anti-Trump, sostiene senza avere fonti, che il numero reale dei militari russi coinvolti nelle esercitazioni ai confini con la Nato Zapad 2017 che prenderanno il via giovedì, e si protrarranno fino al 20 settembre, si avvicina ai 100mila, se non di più. Un’autentica bufala. Le manovre simulano la difesa della Bielorussia nord occidentale da una insurrezione separatista alimentata dall’estero. La Russia ha nei giorni scorsi smentito la fantastica cifra di 100mila militari di cui aveva parlato poco prima la ministra della difesa tedesca Ursula von der Leyden, e che fonti del New York Times avevano citato per la prima volta lo scorso agosto. Sabato, il portavoce del ministero della difesa Igor Konashenkov ha liquidato la cifra di 100mila soldati mobilitati come inventata e spiegato che Mosca ha informato i Paesi europei attraverso i canali diplomatici dei dettagli delle manovre congiunte fra Russia e Bielorussia di cui hanno discusso anche il capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov con il presidente del comitato militare della Nato, Petr Pavel. Sono in realtà 12.700 militari russi coinvolti, meno quindi dei 13mila oltre ai quali è necessario, secondo le norme dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, invitare osservatori della Nato, ha rivelato il portavoce.