A luglio uccise la fidanzata e andò in giro col cadavere in auto: è già a casa

L’aveva uccisa, strangolandola, poi era andato in giro con l’auto sistemando il cadavere di Nadia Orlando accanto al posto del conducente, fino a consegnarsi alla polizia. Accadeva a fine luglio, solo due mesi fa, a Palmanova (Udine). Francesco Mazzega, 36 anni, è già a casa: ha ottenuto gli arresti domiciliari in attesa del processo, come se avesse rubato una mela al supermercato. Il ragazzo, che aveva confessato l’omicidio, piò godere di una sentenza del tribunale del Riesame ed è tornato nella casa dei suoi genitori a Muzzana del Turgnano, dove dovrà soltanto indossare il braccialetto elettronico. 

Il delitto del 31 luglio

La coppia, insieme da un anno, era appena rientrata da una vacanza quando i due fidanzati si erano incontrati per parlare nei pressi del fiume Tagliavento, forse per chiarire motivi di gelosia. Dei due si  erano perse le tracce durante la notte. Alle 9.15 del giorno dopo Francesco Mazzega aveva citofonato al distaccamento della polizia stradale di Palmanova. «Temo di aver ucciso la mia ragazza, andate nella piazzola di sosta dove ho parcheggiato la mia auto e la troverete nel sedile del passeggero». Dopo aver ucciso la sua ragazza, Mazzega aveva girovagato per tutta la notte con la sua utilitaria lungo le strade statali del Friuli con accanto il corpo di Nadia Orlando. L’assassino aveva poi raccontato che non pensava di averla uccisa, sperava solo che “si fosse assopita”. La decisione di affidarlo agli arresti domiciliare è stata presa in quanto – secondo i giudici – il ragazzo avrebbe consapevolezza di quanto fatto ed era comunque incensurato, al momento del delitto.