Livorno, è caccia agli alberghi. E arriva il team di psicologi per gli alluvionati

Ora è caccia, negli alberghi di Livorno, devastata dal maltempo, agli alloggi temporanei per dare un tetto a quanti – e sono tantissimi – non possono rientrare a casa, almeno per il momento mentre si sta cercando di far ripartire le infrastrutture danneggiate.

L’Enel sta ripristinando 2700 contatori elettrici che, andati fuori uso a causa del maltempo, hanno lasciato senza luce altrettante famiglie e anche le Ferrovie dello Stato stanno lavorando per riparare i danni e far ripartire almeno una delle due linee della Tirrenica.

Il sindaco di Livorno, l’M5S Filippo Nogarin, sta continuando a coordinare il lavoro di ricerca dei due dispersi – il conto delle vittime accertate è fermo a 7 – e le operazioni di sgombero delle strade. Anche se, per quanto riguarda la viabilità, non si segnalano, al momento, significative novità.

Al momento, secondo i vigili del fuoco, il bilancio delle vittime in provincia di Livorno è di sette morti. I dispersi sarebbero uno o due, anche se alcune fonti parlano di 4, ma su questo numero per ora non c’è certezza. Si cercano i dispersi anche nell’alveo dei torrenti.

Quattro corpi, quelli di un’intera famiglia, sono stati trovati in un appartamento, interrato, un palazzo di via Nazzario Sauro, completamente allagato. I cadaveri sono quelli del marito, Simone Ramacciotti, 37 anni, della moglie, Glenda Garzelli, 35 anni, del figlio Filippo, 4 anni, e del nonno, Roberto Ramacciotti, 65 anni. Il nonno è riuscito a mettere in salvo solo la nipotina Camilla, 3 anni, e, poco dopo, è annegato.

Un’altra persona è morta in via della Fontanella: si tratta di Raimondo Frattali, 70 anni. La moglie e la figlia si sono, invece, salendo sul tetto.

La sesta vittima è stata ritrovata in via Sant’Alò: si tratta di Roberto Vestuti, 44 anni di Carrara. Un’altra vittima a
Montenero.

Per quanto riguarda le attività di assistenza alla popolazione, come detto si stanno cercando soluzioni di alloggio temporaneo negli alberghi in modo da creare il minor disagio possibile a chi ha subito danni alla propria abitazione.

Sono stati comunque allestiti posti letto e previsti pasti caldi presso il centro operativo del Pala Modigliani di Porta a Terra disponibili per i numerosi volontari accreditati che si stanno adoperando nelle zone colpite.

Si cerca di tenere costantemente informata la
popolazione anche attraverso il lavoro dei molti volontari delle m associazioni presenti sul territorio già impegnati in un’intensa
attività di sostegno. E non sooo loro.

L’Ordine degli psicologi della Toscana sta intanto seguendo da vicino l’evolversi dei drammatici eventi che hanno colpito Livorno e ha immediatamente attivato il Gruppo di Lavoro di Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia i cui professionisti sono pronti ad intervenire nelle zone colpite dall’alluvione non appena ne sarà richiesta l’attivazione.

Il ruolo dello psicologo in questo tipo di emergenze ha, come obiettivo, quello di fornire un primo supporto psicologico alla popolazione, per rendere comprensibili le inevitabili reazioni emotive e individuare le situazioni a rischio psicopatologico al fine di prevenire ulteriori danni psicologici e di promuovere, quando possibile, un ritorno più veloce alla normalità evitando reazioni di panico.