Legge elettorale, la Meloni boccia il Rosatellum bis: «No liste bloccate»

Slitta in serata il voto della commissione Affari costituzionali di Montecitorio sul testo base della legge elettorale presentato dal Pd, il cosiddetto Rosatellum bis. A causare lo slittamento, una questione in apparenza tutta procedurale da parte del M5S che ha chiesto di poter approfondire la portata dell’emendamento Biancofiore sul Trentino Alto Adige, la cui approvazione da parte della Camera, nel giugno scorso, fece saltare l’accordo a quattro (Pd, Fi, Lega e M5S) faticosamente raggiunto sul sistema elettorale simil-tedesco. 

La Meloni: «Il testo non accoglie alcuna richiesta di FdI»

In realtà, ben pochi sono disposti a scommettere sul fatto che il Rosatellum bis possa vedere la luce. Il commento più tranciante arriva da Giorgia Meloni: «Le richieste di FdI-An sulla legge elettorale da sempre sono due: un legge elettorale con premio di maggioranza per consentire agli italiani di scegliere il governo; preferenze e non liste bloccate per far scegliere agli italiani i loro rappresentanti.  Il cosiddetto Rosatellum bis – ha proseguito – non prevede nessuna di queste due cose e quindi diventa difficile per noi sostenerlo». Contrari anche i grillini, che hanno ribattezzato il Rosatellum bis in Anticinquestellum. A giudizio del nuovo leader Luigi Di Maio, il sistema all’attenzione della Camera «non garantisce né la governabilità, né la rappresentanza», ma «solo che i partiti una volta entrati in Parlamento potranno fare la maggioranza che vogliono, mettere un premier che nessuno vuole e portare avanti un programma che nessuno ha votato». 

FI: «Rosatellum bis tentativo serio»

Le parole di convinta adesione al Rosatellum bis vengono, al momento, soprattutto da Forza Italia. «La nave va, nel senso che questo tentativo di fare in Parlamento la legge elettorale sta proseguendo», constata Renato Brunetta. Il capogruppo azzurro a Montecitorio non sottovaluta riserve, perplessità e polemiche con cui il testo è stato accolto, ma vede il bicchiere mezzo pieno: «In ogni caso – aggiunge, infatti – questo tentativo nasce seriamente perché c’è la volontà da parte di tutti di fare in Parlamento una legge elettorale». Più esplicito l’ex-presidente del Senato Renato Schifani: «Il cosiddetto Rosatellum bis, con un giusto binomio di proporzionale e maggioritario, favorisce la formazione delle coalizioni. Chi non vuole contribuire a votare una nuova legge elettorale mira alla paralisi istituzionale».