Legge elettorale in Alto Adige: il centrodestra unisce l’opposizione sul proporzionale

Reintrodurre in Alto Adige la legge elettorale proporzionale con un unico collegio e con la clausola di garanzia per il gruppo italiano. A chiederlo questa mattina in conferenza stampa a Bolzano tutti i rappresentanti delle opposizioni in consiglio provinciale: Freiheitlichen, Suedtiroler Freiheit, Verdi, Cinque Stelle, il Centrodestra/L’Alto Adige nel cuore, Buerger Union, Team Autonomie. 

Nel messaggio lanciato dagli esponenti delle varie realtà italiane e tedesche si sottolinea che “l’Alto Adige non è solo la Svp ed è assurdo che questo partito tenga sotto scacco l’intero Parlamento italiano, pretendendo che la legge elettorale venga fatta per il suo esclusivo interesse, garantendogli a tavolino minimo quattro deputati e tre senatori, nel solo Alto Alto Adige”. I collegi uninominali, si legge nella nota, “sono per la Svp il metodo per ottenere carta bianca alla elezione, senza giocare le partite elettorali dei propri candidati. Il territorio viene infatti ritagliato in modo tale che i collegi della periferia, due per il Senato e tre per la Camera, siano collegi in cui risiede una maggioranza sino al 90% di elettori di lingua tedesca, e la maggioranza di questi sono elettori della Svp. Il terzo collegio del Senato e il quarto della Camera invece è ritagliato sul territorio abitato da elettori a maggioranza italiani”. 

«Con la scusa della tutela delle minoranze linguistiche – attacca Alessandro Urzì, esponente de l’Alto Adige nel Cuore – Pd e Svp con il 40% dei voti si vogliono portare a casa oltre l’80% dei seggi parlamentari del Trentino Alto Adige. E’ ora di smetterla di giocare sulla pelle degli italiani», prosegue il rappresentante del centrodestra altoatesino. «Renzi sta trattando con la Svp per aggiudicarsi a tavolino sino a 18 fra deputati e senatori fra Alto Adige e Trentino barando ancora una volta sulle regole del gioco. Il rischio è che così si azzererebbe la rappresentanza italiana dell’Alto Adige», avverte Urzì, «e con atto di protervia inaccettabile viene ceduta la sovranità italiana alla sola Svp, a cui andrebbero quindi ricompensati con gli interessi gli atti di fedeltà ai vari governi di sinistra».