Legge elettorale, Il Pd confida nel voto segreto per affondare il Rosatellum bis

Legge elettorale avanti adagio. Anzi, pianissimo. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali dei leader – Renzi, Berlusconi, Salvini ed Alfano -che hanno dato il loro consenso al Rosatellum bis, il cammino del testo sul nuovo sistema di voto basato sul 74 per cento di proporzionale in liste bloccate e sul restante 36 di maggioritario in collegi uninominali si presenta, se non accidentato, gravato da non poche incognite.

Testo alla Camera ai primi di ottobre 

Il Rosatellum bis dovrebbe essere calendarizzato per l’aula di Montecitorio già nella prima decade di ottobre per poi passare al Senato nella finestra temporale disponibile dopo l’approvazione della legge di Stabilità. In entrambi i casi non sarà una passeggiata. Anzi, i rumors parlamentari non escludono che il testo possa finire impallinato in uno dei tanti voti segreti consentiti dal Regolamento della Camera. Un’eventualità ben presente anche nell’analisi di chi ha dato il nome alla legge, Ettore Rosato che dai microfoni di Radio24 non fa mistero di temere i “franchi tiratori”. Il capogruppo Pd a Montecitorio è ancora scottato da quel che accadde lo scorso giugno, quando nel segreto dell’urna saltò l’accordo a quattro sul sistema simil-tedesco: «E’ evidente che il pregresso di qualche mese fa ci lascia un dubbio se stavolta ce la facciamo». Lo stesso timore nutre il compagno di partito Emanuele Fiano, che del Rosatellum bis è relatore: «Se qualcuno cerca l’incidente, se ne assumerà la responsabilità», ha avvertito dalle colonne napoletane del Mattino.

La Meloni: «Il Rosatellum bis è il solito giochino di Renzi»

Resta invece del tutto scettica sulle chanches del nuovo sistema di voto di vedere la luce Giorgia Meloni: «Il Rosatellum bis – spiega la leader di FdI-An in un’intervista al Giornale – è il solito giochetto di Renzi. Fa finta di mandarla avanti, ma farà di tutto per affossarla». Si fa sentire anche Confindustria, attraverso il presidente Vincenzo Boccia: «Con l’attuale legge elettorale – dice – non abbiamo elementi di stabilità e governabilità nel medio termine».