Legge elettorale: falsa partenza alla Camera. Il Pd fa rinviare l’esame

Si sapeva che la ri-partenza sulla legge elettorale in commissione Affari costituzionali della Camera non sarebbe stata travolgente come quella di Lewis Hamilton sul circuito di Monza. Ma persino i più pessimisti avrebbero escluso l’esito di un immediato rinvio al primissimo pomeriggio di martedì della prossima settimana. Invece, è stato proprio così. Per volontà di un Pd che in materia non sa più a quale santo votarsi: se infatti Gentiloni non vuole interferenze con l’imminente sessione di bilancio, Renzi sarebbe per non muovere niente fino alla fine della legislatura,  timoroso com’è che la prua del sistema di voto si indirizzi verso la logica delle coalizioni.

Si dovrebbe ripartire dal modello tedesco

Il che, difatti, lo escluderebbe dalla corsa per Palazzo Chigi. Infine, vi sono gli attendisti che invitano a scavallare il verdetto elettorale che il 5 novembre arriverà dalla Sicilia. Solo allora – sostengono – si potrà capire l’aria che tira. Ufficialmente, il Pd ha preso tempo per valutare la nuova situazione con la quasi totalità dei gruppi pronti a ripartire dal sistema simil-tedesco naufragato a giugno eccetto. Fa eccezione il M5S che subordina l’esame della legge elettorale alla Camera all’approvazione di quella sui vitalizi al Senato. Una sorta di voto di scambio che fa tanto cavoli a merenda. Il rinvio, tuttavia, non ha smorzato il confronto a distanza sulla legge elettorale. La minoranza del Pd che fa capo al ministro Orlando parla di «occasione che non si può perdere» mentre da Fassina, di Sinistra Italiana, arriva l’esortazione al Pd a ripartire dal modello tedesco senza «accettare i veti di nessuno», cioè del M5S.

Sulla legge elettorale confronto nel centrodestra

Vuole invece vederci chiaro Forza Italia che con Renato Brunetta non fa mistero di giudicare positivamente riprendere il percorso interrotto a giugno. In tal senso, il capogruppo “azzurro” ha annunciato un incontro del centrodestra che si terrà a Montecitorio poco ore prima della riunione della Commissione al fine di «definire una proposta e linea unitaria che porti al raggiungimento dell’obiettivo». Si fa sentire anche il presidente degli Affari costituzionali, Andrea Mazziotti con una dichiarazione rivolta ai grillini: «È ora di finirla – dice coi giochetti sulla legge elettorale. La legge sui vitalizi ora al Senato non c’entra niente con la legge elettorale. La legge elettorale va fatta e basta, anche per superare il sistema uscito dalle le due sentenze della Corte, che francamente è una schifezza».