Le quattro gaffe più clamorose di Di Maio, l’uomo “unto” dal capo del M5S

Il candidato premier del M5S è l’uomo delle gaffe e degli strafalcioni. Luigi Di Maio è stato webmaster, steward, assistente regista, manovale e cameriere. Dopo essere diventato il più giovane vicepresidente della Camera di tutti i tempi, è finito diverse volte nel mirino della Rete proprio per le sue gaffe. 

Le 4 gaffe più clamorose di Luigi Di Maio

Sui social è una valanga di vignette su Di Maio. Sempre per le gaffe. Ecco quelle più clamorose.

1-In un post su Facebook ha paragonato Matteo Renzi a Pinochet, Il problema è che Di Maio citava Pinochet come dittatore del Venezuela e non del Cile. Beccato, si è giustificato dicendo che si era trattato di “un lapsus” subito corretto.

2-È incorso in un altro scivolone nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, quando, a proposito di vitalizi, ha citato anche il caso di Luca Boneschi, un ex deputato radicale però già morto. 

3-Una polemica è scoppiata sul post in cui parlava di una “lobby dei malati di cancro”, parole «strumentalizzate ad arte» è stato poi costretto a chiarire.

4-Lo scorso gennaio il vicepresidente della Camera è inciampato invece sulla grammatica italiana. Sui social (prima su Twitter e poi su Facebook) Di Maio ha sbagliato per tre volte consecutive il congiuntivo. La Rete, si sa, non perdona e, tra sfottò e ironie, si è letteralmente scatenata.