Laura Boldrini come la sora Camilla, nessun partito per ora se la piglia

Laura Boldrini sta cercando affannosamente qualche partito disposto a candidarla. Un lavorìo che va avanti da mesi ma che ancora non ha portato ad alcuni risultato: tempo fa si è candidata da far dialogare le varie anime della sinistra, incoraggiata in questo cammino da Gad Lerner, il quale disse a fine luglio che la presidente della Camera avrebbe avuto un ruolo molto importante nel campo progressista.

Adesso sembra vicina alla Cosa di Giuliano Pisapia, ma i bersaniani di Mdp -come scrive oggi Il Giornale in un articolo di Paolo Bracalini – sostengono che la Boldrini si stia dando da fare parecchio anche col Pd. i tiene aperte tutte le porte, dunque, pur di tornare alla Camera, dove venne eletta nel 2013 con Sel. 

“Lei – rivela un parlamentare Pd al Giornale – sta provando a fare un’operazione tipo la Lista Bonino: donna, impegnata sui temi alti, profilo istituzionale, con tutte le differenze tra lei e la Bonino…”. 

Chiosa ancora Il Giornale: “Tutto dipende da due fattori, se si fa un accordo tra Pd e Pisapia e poi dalla legge elettorale. Nello scanerio attuale, con un superpremio ad una lista, una figura come la Boldrini potrebbe fare gioco a Renzi per coprire l’area di sinistra. Discorso completamente diverso se invece si passa al Rosatellum bis. Difficile mandarla allo sbaraglio in un collegio uninominale, mentre nelle liste bloccate della quota proporzionale il Pd metterebbe i suoi, non certo la Boldrini”.