La Norvegia premia il buon governo del centrodestra di Erna Solberg

La premier conservatrice uscente della Norvegia, Erna Solberg, ha dichiarato la vittoria della sua coalizione alle elezioni legislative di ieri, sottolineando che il successo – comunque inferiore a quello del 2013 – “è il risultato di uno sforzo di squadra”. È la prima volta che un leader conservatore viene riconfermato in Norvegia dal 1985. “Abbiamo ricevuto sostegno per quattro anni dal momento che abbiamo saputo attuare quanto avevamo promesso”, ha affermato Solberg, ringraziando elettori e partner, il populista Partito del progresso e due forze politiche di centro destra minori, una delle quali, i Cristiano democratici, che hanno rischiato di non superare la soglia del quattro per cento, un risultato deludente che attribuiscono ai partner populisti e alle loro posizioni oltranziste sull’immigrazione. “Dovremo essere cauti, ma sembra proprio che avremo una maggioranza non socialista”, ha aggiunto Solberg. La coalizione conservatrice si avvia a conquistare 89 seggi sui 169 dello Storting, contro i 96 su cui potevano contare nella precedente legislatura. I Conservatori dovrebbero vincere 45 seggi, tre in meno rispetto alle elezioni di quattro anni fa, emerge dalle proiezioni ufficiali basati sullo spoglio del 95 per cento delle schede. I progressisti, 28, uno in meno rispetto a quattro anni fa. Il partito laburista, che si conferma la prima forza politica del paese pur senza la maggioranza per poter governare, ha perso il tre per cento dei voti e dovrebbe arrivare a 49 seggi, sei in meno rispetto al 2013. Il leader del partito, Jonas Gahr, che aveva promesso l’aumento delle imposte per i reddito più alti, ha ammesso la sconfitta senza nascondere la sua “grande delusione” per il risultato ma confermando la sua leadership. “Il nostro obiettivo per queste elezioni era offrire alla Norvegia un nuovo governo. Non sembra che ci siamo riusciti”, ha affermato di fronte ai sostenitori del partito, congratulandosi con Solberg e augurandole buon lavoro. Ad avanzare, sono stati i due partner di minoranza della coalizione di centro sinistra, il Partito socialista della sinistra e il Partito di Centro. I Verdi mantengono il loro seggio, mentre il Partito comunista fa il suo esordio “storico” al parlamento. L’affluenza alle urne è stata del 77 per cento, l’1 per cento in meno rispetto al 2013.