«La fame nel mondo è aumentata»: l’Onu certifica il proprio fallimento

Dieci anni di parole altisonanti, di buoismo, di ambiziosi programmi almentari, di cooperazione, di vertici internazionali non sono serviti a nulla: la fame cresce nel mondo. Ed è l’Onu stessa a certificare il proprio fallimento (la Fao è  una sua emanazione) come anche, per la verità, il fallimento dei leader mondiali che si dicono sempre pronti a combattere il flagello delle carestie, ma che in realtà favoriscono i grandi cartelli globali responsabili della devastazione di vaste aree della terra e della rapina delle materie prime.  Per la prima volta dopo più di dieci anni, le Nazioni Unite annunciano infatti  un chiaro aumento del numero delle persone che nel mondo soffrono la fame. Secondo l’Onu, a soffrire la fame nel 2016 erano 815 milioni di persone, 38 milioni in più dell’anno precedente.
Il rapporto delle Nazioni Unite Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel Mondo attribuisce gran parte di questo aumento al «proliferare di violenti conflitti e di shock climatici», ponendo in risalto anche il ruolo giocato dalla carestia in Sud Sudan e le conseguenze che questa potrebbe avere in paesi ad alto rischio come Nigeria, Somalia e Yemen. «Questa situazione è il frutto di un vergognoso fallimento dei leader e delle istituzioni internazionali. Il terreno che avevamo faticosamente conquistato in anni di lotta alla fame si può perdere facilmente: oggi ne abbiamo la prova. Centinaia di milioni di persone al mondo soffrono la fame, mentre una manciata di multimiliardari continuano ad accumulare più ricchezza di tutti noi messi insieme».