Kurdistan, al via il referendum: la Turchia minaccia l’invasione

I curdi iracheni hanno iniziato a votare per il referendum voluto dai leader del Kurdistan iracheno per l’indipendenza della regione autonoma da Baghdad. Il voto si tiene nel Kurdistan iracheno, ma anche nelle zone contese nelle province di Kirkuk, Diyala e Nineveh. Il referendum sull’indipendenza del Kurdistan si terrà oggi come previsto, indipendentemente da quale sarà il prezzo da pagare. Lo ha confermato il presidente della regione autonoma, Masoud Barzani, in una conferenza stampa a Erbil. “Abbiamo deciso di tenere il referendum e andremo avanti qualunque sia il prezzo. Non cederemo alle pressioni ed alle minacce”, ha detto Barzani, esortando “il popolo del Kurdistan ad andare ai seggi per esprimere il loro punto di vista senza alcun problema e a mantenere l’ordine e la sicurezza durante questo esperimento democratico”. I curdi iracheni vogliono avere con i vicini “rapporti eccellenti” e “non sono mai stati un fattore di instabilità”, ha poi assicurato B arzani, in una conferenza stampa a Erbil alla vigilia del referendum sull’indipendenza. “Il nostro messaggio ai vicini è, aspettiamo con ansia di avere un eccellente rapporto con loro – Non siamo mai stati un fattore di instabilità, rispetteremo tutte le leggi internazionali sui confini”. Ma Iraq e Turchia non ci stanno e minacciano rappresaglie. Ankara adotterà “tutte le misure” necessarie nel rispetto del diritto internazionale se dal referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno deriveranno minacce per la sicurezza nazionale della Turchia. È il nuovo monito arrivato dal ministero degli Esteri di Ankara poco dopo l’apertura dei seggi nel Kurdistan iracheno e in altre zone contese dell’Iraq. La Turchia ribadisce che considererà “nullo” il risultato del voto e la nota del ministero conferma che Ankara “non riconosce questa iniziativa priva di basi legali e legittimità sia rispetto al diritto internazionale che alla Costituzione irachena”.