Il Veneto contro il governo: la legge sui vaccini sospesa fino al 2019

La Regione Veneto ha sospeso l’applicazione della legge sui vaccini fino al 2019. La moratoria riguarda i bimbi già iscritti. La decisione, contenuta in un decreto firmato dal direttore generale della Sanità Domenico Mantoan, è stata presa in attesa di conoscere l’esito del ricorso contro il provvedimento che impone l’obbligo vaccinale presentato alla Corte costituzionale dalla stessa Regione. 

«Il decreto sui vaccini presenta incongruenze»

I tecnici della Regione segnalano un’incongruenza nel testo del decreto Lorenzin che impedirebbe di capire se «le misure di restrizione alla frequenza scolastica siano applicabili sin dall’anno scolastico 2017/2018 e per l’anno scolastico 2018/2019, per i bambini già iscritti alla frequenza dei servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia prima dell’entrata in vigore della legge». In particolare, al comma 3 dell’articolo 3 il testo del decreto recita che «per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso», mentre al comma 5 dell’articolo 3 bis si legge che «la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione».

Il Moige: «Esprimiamo vivo apprezzamento»

La stessa incongruenza fa parte dei contenuti del ricorso del Veneto alla Corte Costituzionale. In attesa di chiarimenti, quindi, per la frequenza dei servizi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia dall’anno scolastico 2017/2018 per i bambini già iscritti si applicherà il regime transitorio fino al 2019/2020 anno che prevede, invece, la decadenza dell’iscrizione. «Esprimiamo vivo apprezzamento per l’iniziativa della Regione Veneto per la moratoria della legge Lorenzin sulla coercizione vaccinale», è stato il commento di Antonio Affinita, direttore generale del Movimento italiano genitori (Moige). Un’iniziativa che per Affinita «dà respiro alle migliaia di genitori veneti», mentre in Italia «milioni di genitori sono ancora travolti da una informazione inadeguata, integrata da una ampia inefficienza dei servizi dei centri vaccinali, incapaci, il più delle volte, anche semplicemente di ampliare l’orario di apertura o di fornire informazioni concrete ed adeguate ai genitori sulla data della prenotazione».