Il clintoniano WP: cacciate le reclute nate all’estero. Il Pentagono smentisce

L’Esercito americano avrebbe annullato i contratto di arruolamento di centinaia di reclute nate all’estero, esponendo molte di loro al rischio di espulsione. Lo scrive il clintoniano Washington Post spiegando queste reclute avevano aderito ad un programma di reclutamento di immigrati, molti con qualifiche professionali, in cambio di un binario privilegiato per la cittadinanza americana. Secondo il Post, la cui attendibilità è notaessendo il giornale anti-Trump per eccellenza, gli uffici di reclutamento in questi giorni stanno annullando i contratti delle reclute nate all’estero, che richiedono mesi se non anni di controlli e pratiche prima dell’effettivo ingresso nei ranghi militari, perché esortati dai vertici militari a concentrarsi su reclute che possano più velocemente essere arruolate. “È un disastro che sta rovinando la vita di tanta gente, un enorme esempio di incompetenza, noi siamo in guerra e abbiamo bisogno di queste reclute”, ha dichiarato Margaret Stock, ufficiale dell’esercito a riposo che ha guidato la creazione del programma per l’arruolamento degli immigrati. Interpellato dal Post, il Pentagono ha negato che sia in corso una cancellazione di massa dei contratti delle reclute nate all’estero.