Germania, batosta per la Cdu-Csu e tonfo per l’Spd: ora la Merkel è nei guai

Tempi difficili s’annunciano per l’establishment politico tedesco. La Merkel vince, ma prende una batosta. Vola la destra di AfD. Crolla l’Spd. E i liberali tornano in Parlamento. Le  proiezioni confermano i dati degli exit poll. La Cdu-Csu avrà, sì, la maggioranza dei seggi, e cioè 220, ma con il 33,2 %, il partito della Merkel,  vede un calo dell’8,2%. L’Spd, dal canto suo, ha segnato, con il 20,8,  un -4,9 ed è al minimo storico. La destra di AfD trionfa con il 13, 2  e porterà 87 deputati al Bundestag. Bene i liberali di Fdp, che sono oltre il 10%. Stabili i verdi +0,8% e la sinistra di  Linke +0,3%.

A questo punto e stando alle prime dichiarazioni, per la Merkel s’annunciano guai. Sarà arduo per la cancelliera formare un nuovo governo. L’Spd, per bocca dello stesso Martin Schulz, ha già fatto sapere che non  vuol più sentir parlare di Grosse Koalition: “Oggi finisce la nostra collaborazione con Cdu-Csu”. I socialisti hanno pagato un prezzo troppo alto all’alleanza di governo con i centristi.

Allo stato dei fatti, la Merkel potrebbe vedersi costretta a cercare di formare un governo con liberali e verdi. Ma è una strada tutta in salita per l’estrema eterogenità dei due partner , che sono politicamente agli antipodi. E’ già stata ribattezzata la “Coalizione Giamaica”, per l’unione dei colori delle tre forze politiche. Le trattative potrebbero potrarsi per mesi.

Ha motivi di preoccupazione anche l’establishment europeo. L’ideale, per gli eurocrati, sarebbe una riedizione della Grosse Koalition, più in linea con il programma concordato dalla Merkel con Macron. Schulz potrebbe in prospettiva ripensarci, rispetto a quanto dichiarato stasera a caldo. Ma sarebbe comunque dura formare un governo, visto il dente avvelenato dei socialisti e la loro eventuale richiesta di alzare il prezzo della collaborazione (pretenderebbero sicuramente il potentissimo  ministero delle Finanze, fino ad oggi appannaggio del “falco” Schauble)  Quanto invece  a un’inedita alleanza centristi-liberali-verdi, si tratta di un’incognita. Una cosa è certa: da stasera la classe dirigente politica tedesca  è meno stabile. E poi, nel cuore della Germania, comincia a spirare un forte vento di euroscetticismo. Anche a Bruxelles cominciano a essere preoccupati. 

 

 

 

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