Fuga dei Rohingya dalla Birmania comunista: l’unico che agisce è Trump

Ha superato la soglia simbolica del mezzo milione il numero degli appartenenti alla minoranza musulmana dei Rohingya fuggiti dal Myanmar e rifugiati nel vicino Bangladesh, da fine agosto, quando sono cominciate le violenze contro questa popolazione. Lo hanno annunciato le Nazioni Unite. “Sono 501.800 i nuovi arrivi registrati alla data del 27 settembre”, hanno dichiarato le agenzie dell’Onu e le Ong in un rapporto che documenta la difficile situazione che sta vivendo la minoranza nel Paese. Il documento sottolinea tuttavia che il flusso dei passaggi alla frontiera sta leggermente calando negli ultimi giorni. Dietrofront delle autorità del Myanmar che – dopo aver invitato le agenzie Onu a visitare lo stato di Rakhine, dove si sta assistendo a un esodo di massa della minoranza musulmana dei Rohingya – hanno cancellato la visita, che avrebbe rappresentato il primo accesso umanitario da parte di funzionari Onu nell’area, dopo l’inizio delle violenze oltre un mese fa. E’ quanto riporta la Bbc che cita un portavoce Onu a Yangoon, secondo il quale non è stata fornita nessuna giustificazione alla cancellazione. Le Nazioni Unite hanno chiesto l’accesso delle sue organizzazioni umanitarie sin da quando sono state costrette ad andare via da Rakhine quando i militari hanno lanciato operazioni contro i Rohingya a fine agosto, costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire nel vicino Bangladesh. Interviene con decisione Donald Trump: la vendita di armi a Myanmar deve essere interrotta fino a quando non cesseranno le violenze nello stato di Rakhine. Lo ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikky Haley, intervenendo al Consiglio di sicurezza. Parlando della crisi dei Rohingya, la rappresentante di Washington ha chiesto di agire contro i membri delle forze di sicurezza di Myanmar che sono “implicati negli abusi e che alimentano l’odio contro i loro concittadini”.