Frasi lesive della Costituzione? Aperto un fascicolo sulla Boldrini

La denuncia di Niki Dragonetti, l’imprenditore di Frosinone ed esponente provinciale di Popolari per l’Italia, contro Laura Boldrini per un suo post su Twitter non è caduta nel vuoto. La procura di Cassino ha aperto un fascicolo contro la presidente della Camera. Nel tweet Boldrini scriveva: «Europa, resistenza a cedere quote sovranità. Ma il traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo». Secondo l’imprenditore questa frase è un atto che va contro la Costituzione. Infatti, come spiegava su Il Tempo: «La cessione di sovranità dell’Italia in favore dell’ Europa rappresenta indiscutibilmente la fine dell’Italia quale nazione libera e indipendente, ciò è esattamente quello che accadrebbe in caso di occupazione militare del paese». Secondo Dragonetti, le parole della presidente sarebbero punibili come reato di istigazione a delinquere perché con quelle frasi avrebbe chiesto agli italiani di compiere un atto anticostituzionale.

Boldrini denunciata, l’accusa dell’imprenditore 

«La mia denuncia che in realtà voleva essere una provocazione – dice ora Dragonetti a Il Tempo – si è rivelata una sorta di piede di porco che ha aperto un vaso saturo. Gli italiani, anche quelli che non hanno un preciso ideale politico, sono stanchi di dover subire. Stanchi di dover lottare per la sopravvivenza quotidiana. Non si tratta di essere razzisti o pacifisti. Come può un pensionato di 80 anni pensare di denigrare chi è diverso per razza o religione? Il problema è che la nostra bella Italia non è in grado di sopportare un peso così grande. Non eravamo pronti per l’introduzione dell’euro e non eravamo pronti per accogliere così tante persone». E ancora: «Siamo al default politico ma sembra che ancora nessuno lo abbia capito. Le forze dell’ordine, oramai sempre più prive di uomini e mezzi, vengono sbeffeggiate se provano a ristabilire un ordine. I magistrati denigrati se aprono inchieste sulle Ong. Insomma con l’avvento della Sinistra renzo-boldriniana si è pensato più alla tutela degli interessi delle caste che del vero motore della nostra nazione: il popolo che è e resta sempre Sovrano. Nonostante la signora Boldrini abbiamo provato a toglierci questo diritto».