Ex Mafia Capitale, Buzzi vuole uscire dal carcere: la difesa chiede i domiciliari

È attesa nei prossimi giorni la decisione del Tribunale del Riesame sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa del ras delle cooperative, Salvatore Buzzi, condannato in primo grado a 19 anni nel processo al “Mondo di Mezzo”.

L’avvocato di Buzzi: «Non c’è più il rischio che reiteri i reati»

L’avvocato Piergerardo Santoro nell’udienza che si è svolta questa mattina motivando la richiesta per il suo assistito, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, ha spiegato che «non sussistono più le esigenze cautelari alla luce del fatto che non c’è il rischio di reiterazione del reato». Nella sentenza in cui è caduta l’accusa di associazione di stampo mafioso Buzzi è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena. Inoltre,  le cooperative sono in amministrazione giudiziaria. «Alla luce di questa situazione abbiamo chiesto che al nostro assistito vengano concessi gli arresti domiciliari», ha spiegato l’avvocato.

Appena condannato chiese: «Ora quando esco?»

A fine luglio Buzzi è stato condannato a 19 anni di reclusione per i reati connessi all’associazione a delinquere, per la quale però non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa. E proprio «Ora quando esco?» è stata la prima domanda che l’ex ras delle cooperative romane ha rivolto ai suoi avvocati dopo la lettura della sentenza. «Mi auguro – aggiunse – che alla luce di questa decisione la mia permanenza in carcere stia per finire».