Emanuela Orlandi, la nuova pista “choc” sulla scomparsa: il caso si riapre?

Emanuela Orlandi, 34 anni dopo la misteriosa scomparsa della 15enne cittadina vaticana il caso ad una nuova svolta? Ancora presto per dirlo, certo è che un nuovo documento choc sulla figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, sparita in circostanze misteriose il 22 giugno del 1983 continua a riaccendere orrore e speranze: tutto sarebbe legato, questa volta, all’esistenza di un dossier segreto che emergerebbe dal libro inchiesta di Emiliano Fittipaldi intitolato emblematicamente Gli impostori.

Emanuele Orlandi, in un libro la nuova pista “choc” sulla scomparsa

Il caso editoriale del momento, incentrato su uno dei misteri italiani più fitti e seguiti, è «un riassunto di tutte le note spese per un presunto “allontanamento domiciliare” di Emanuela Orlandi», scrive su Facebook il giornalista, autore del volume al centro dell’attenzione mediatica e investigativa. «Ho trovato un documento uscito dal Vaticano. Ci ho lavorato mesi, e ho pubblicato il libro che uscirà tra qualche giorno», spiega il cronista sul suo profilo social. «Leggendo il resoconto – continua Fittipaldi nel suo post – e seguendo le tracce delle uscite della nota, che l’estensore attribuisce al cardinale Lorenzo Antonetti, sembra che il Vaticano abbia trovato la piccola rapita chissà da chi, e che abbia deciso di “trasferirla” in Inghilterra, a Londra. In ostelli femminili». Dunque, secondo il giornalista autore del libro, il Vaticano avrebbe speso circa 500 milioni di euro per quello che viene definito l’“allontanamento domiciliare” di Emanuela Orlandi: una tesi che riapre il caso?

Il post su Facebook dell’autore del libro sull’ultima, possibile pista

Non solo: l’autore, che ritorna sul giallo della scomparsa della 15enne cittadina vaticana che da oltre 30 anni tiene col fiato sospeso un Paese intero, sconvolto dalla misteriosa sparizione su cui si sono innestate poi piste sfociate nel nulla, depistaggi inquietanti e coinvolgimenti scioccanti, prosegue il suo annuncio sul web specificando: «Per 14 anni» le sarebbero state pagate «rette, vitto e alloggio, “spese mediche”, “spostamenti”. Almeno fino al 1997, quando l’ultima voce parla di un ultimo trasferimento in Vaticano e «il disbrigo delle pratiche finali… Delle due l’una – sostiene il giornalista – o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura. Ma – conclude infine Fittipaldi – chi può aver costruito un simile resoconto?»…

La replica del Cardinale Re alle teorie di Fittipaldi

Per ora la risposta all’inquietante quesito non c’è: anzi, da parte sua, il Vaticano attraverso le dichiarazione del Cardinale Re, replica al giornalista autore de Gli impostori, smentendo ipotesi e carte. «Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi, non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi», fa sapere il cardinale Giovanni Battista Re, intervistato da Stanze Vaticane, il blog di Tgcom24, sul documento choc rivelato dal nuovo libro-inchiesta del cronista. Il nome del porporato è comparso, insieme a quello del cardinale Jean-Louis Tauran tra i destinatari del documento, risalente al 1998, in cui si elencavano spese per oltre 483 milioni di vecchie lire per l’allontanamento della giovane cittadina vaticana. Il cardinale Re, all’epoca era Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e avrebbe ricevuto questo dossier da parte dell’Apsa (L’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). Nessuna certezza sull’autenticità del documento che riporta la firma dattiloscritta del cardinale Lorenzo Antonetti, ma non quella autografa. E il mistero si infittisce…