È il tarlo di Lele Fiano che lo sprona all’immortalità. Ma se non bastasse…

È tutta colpa di un tarlo. Ed è per questo che non ce la sentiamo di gettare la croce sulle spalle di Lele Fiano. Lo comprendiamo, anzi. Perchè quel dannatissimo tarlo è in lui da poco. All’incirca da quando la rottamazione renziana subentrò nel Pd al buonismo veltroniano. Che, in effetti, non di tarlo comune trattasi. Perchè quello di cui stiamo parlando è animaletto subdolo. Non uno di quegli insetti spolpatori di legname, ma un vorace divoratore del pensiero. Un tarlo maciulla-idee che dorme e si sveglia e vive col malcapitato e che lo invoglia, lo incita a promuovere progetti e soluzioni che ne accrescano la notorietà. È il tarlo dell’immortalità il dannatissimo animaletto che s’è insinuato nella mente dell’architetto milanese. E che gli rode dentro. E rode che ti rode lo sprona all’azione. Ecco spiegata la voglia matta di sbianchettare il Ventennio. Ma siccome non è detto che l’attivismo antifascista del tarlo di Fiano sia sufficiente a consegnare il deputato piddino alle pagine della Storia, suggeriremmo un paio di ulteriori passaggi. Altre due iniziative da tenere a mente. La prima, l’abolizione della Chiesa Cattolica con tutti gli annessi e connessi. Se, del resto, sono esistiti i ghetti ove gli ebrei furono relegati, essi si devono in massima parte alla volontà della Chiesa di Roma. Che infiniti lutti e privazioni inflisse ai figli di Abramo come financo l’Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo ci ricordò. La seconda, ma altrettanto importante, l’abolizione della Scienza. Perchè essa, la Scienza, non è democratica come infatti si stanno impegnando a spiegare, pure dal partito di Fiano, a tutti quei caproni che non vogliono vaccinare i propri pargoli. E se non è democratica, la Scienza è simile al Fascismo. Perciò da cancellare. Forza Fiano, l‘immortalità sarà certa.