Dow Jones – Roma

Dow Jones
Via Palermo, 9/13 – 00184 Roma
06/48930492
Sito Internet: www.dowjones-cocktail.com

Tipologia: cocktail bar
Prezzi: cocktail 10€, sfizi 1/5€, piatti gourmet 5/10€, crudi 5/20€, dolci 5€
Giorno di chiusura: Lunedì

OFFERTA
Il progetto del Dow Jones ricorda per alcuni versi il concept speakeasy che anima anche altri locali romani, ovvero l’accoppiata mixology e cucina di qualità. Il menù, diviso in due sottosezioni – “street food”, con una proposta più spigliata, e “gourmet”, con piatti più sofisticati e comprensibilmente meno popolari in quanto ad abbondanza delle porzioni – è stato curato infatti da Luciano Monosilio, chef del Pipero al Rex, ma in occasione della nostra visita ci è parso che le realizzazioni culinarie stentassero a tenere il passo rispetto alla qualità dei cocktail. Dalla sezione gourmet abbiamo scelto una buona crema di carote e zenzero con misticanza al gin e mazzancolle, molto profumata e dai sapori ben distinguibili, mentre dalla sezione dei crudi, abbiamo voluto assaggiare il gambero con yogurt greco, cetriolo e aria di cedrata, in cui però il crostaceo, anziché essere crudo come ci saremmo aspettati, era scottato e dall’accompagnamento un po’ privo di personalità, anche se molto gradevole alla vista, grazie ad un impiattamento davvero ben realizzato. Non meglio con il pre-dessert fuori carta, degli involtini di frutta secca (prevalentemente a base di fichi secchi) lavorata a sfoglia che racchiudevano un ripieno di caprino con qualche goccia di miele, sovrastato dal gusto dell’involucro esterno. Fra i dolci veri e propri abbiamo provato la crema di latte con lamponi e carote, una sorta di panna cotta realizzata con il solo latte anziché con la panna, risultata talmente delicata da passare nettamente in secondo piano rispetto al gusto dei lamponi e dei riccioli di carota zuccherati. Il reale punto di forza di questo locale è quindi nei cocktail, che possono essere concordati con il mixologist in funzione di quanto ordinato da mangiare: sia il freschissimo London Mule (ovvero un Moscow Mule realizzato col gin) che il ben bilanciato Milano-Torino sono stati realizzati con mano sicura e competente, e presentati in modo davvero gradevole e accattivante.

AMBIENTE
Il grande bancone della sala sul piano strada è ben visibile anche da fuori, grazie alle ampie porte a vetri che danno sull’esterno, nella parte iniziale di Via Palermo, quella più vicina al rione Monti. Svoltato l’angolo si scende per una bella scala in legno per raggiungere la parte più ampia del locale, ricavata nel piano interrato, con un altro grande bancone e una sala con i tavoli: molto bello il lavoro di rivalutazione delle mura e dei soffitti originari, i quali però soprattutto al piano inferiore trattengono parecchio l’umidità, rendendo l’aria un po’ stagnante.

SERVIZIO
Garbato e premuroso, a cura di una simpatica ragazza, del preparato bartender e dello chef, che spesso esce dalla cucina e illustra di persona il menù e i piatti fuori carta.

ADATTO A:
Chi cerca un cocktail fatto a mestiere, in un contesto gradevole.

               Recensione a cura di: Il Saporaio – La Pecora Nera Editore –