Donne saudite finalmente al volante… ma sempre indossando il velo

Re Salman con un decreto ha concesso alle donne saudite di prendere la patente. Una svolta tardiva, ma una svolta: il regno wahabita era l’unico al mondo, infatti, in cui le donne non potevano guidare l’auto. 

“Questa è una grande vittoria per noi”, ha commentato con soddisfazione Latifa Shaalan del Consiglio della Shura ad Al Arabiya. “Abbiamo combattuto per decenni su questo tema, e ogni volta ci veniva detto che non era il momento giusto”. I nove mesi che ancora dividono le saudite dalla possibilità di mettersi al volante daranno il tempo al paese, dove vige una rigidissima separazione dei sessi, di adeguarsi a livello burocratico ed amministrativo, così come di organizzare corsi di scuola guida. Entro trenta giorni tuttavia è prevista la creazione di una commissione governativa ah hoc.

Un enorme passo in avanti per le saudite, obbligate finora a spostarsi in auto solo con un autista o con un uomo della loro famiglia. La voglia di cambiamento era partita nel 2013, quando una decina di donne decisero di sfidare apertamente le rigide regole mettendosi alla guida. Fermate dalla polizia religiosa vennero multate.

Anche se il decreto del re è stato accolto con entusiasmo dalle donne, non è il caso di indulgere troppo in festeggiamenti: infatti la condizione della donna in Arabia Saudita è ancora molto critica e pesantemente condizionata dalle leggi religiose. A metà luglio fece infatti scalpore la notizia dell’arresto della modella Khulood (poi rilasciata) che aveva diffuso un filmato in cui si faceva vedere in minigonna anziché indossare l’abaya, l’abito nero lungo abbinato al velo imposto alle donne. 

khulood