Di Maio si autocandida a premier e scarica Di Battista: «Ministro? Vedremo…»

Ha rotto gli indugi, finalmente, ma la base a prima vista non l’ha presa benissimo, soprattutto perché Luigi Di Maio, pur appellandosi al voto delle primarie del M5S, lascia intendere che tutto è più o meno già scritto, come si evince quando gli chiedono di un possibile ruolo di Alessandro Di Battista: “Ministro? Ne parliamo avanti…». Il vicepresidente della Camera, nella sua ospitata a Radio Capital, non si è nascosto. Anzi, in vista delle primarie grilline del 22 settembre ha lasciato intendere che il ruolo di premier non lo spaventa, anzi. Sta studiando per Palazzo Chigi, come dimostrano le recenti apparizioni nei forum “che contano”, tra poteri forti e trilateral varie. «Io ho sempre detto che se i nostri iscritti vorranno individuare me come candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri per il Movimento 5 Stelle ci sarò. Ovviamente faremo le votazioni con i nostri iscritti nelle prossime settimane e poi tra il 22 e il 24 settembre proclameremo questo nome», ha detto Di Maio a Massimo Giannini, nel corso del programma Circo Massimo. Alessandro Di Battista potrebbe avere un ruolo in una eventuale squadra di governo targata M5S? «Di ministri ne parliamo dal 25 settembre, adesso non c’è il candidato premier quindi fare nomi di candidati ministri significa solo fare fantacalcio», ha aggiunto il  parlamentare del Movimento 5 Stelle. «Noi siamo sempre stati una grande squadra ma i nomi per i ministri li sceglierà il candidato premier. Tutti quanti noi – ha sottolineato il vicepresidente della Camera – siamo chiamati a dare una grande contributo per la campagna delle politiche»

Di Maio minimizza il voto in Sicilia, nelle ore del caos…

Nel giorno del caos sulle liste siciliane, scoppiato tra i Cinquestelle, le regionali siciliane sono un test nazionale?, gli chiedono. «La data del 5 novembre la vivo come un referendum tra quelli che hanno utilizzato questa regione come un bancomat e noi che vogliamo un’opportunità per mettere almeno mano ad assurdità come i vitalizi». La Sicilia, ha assicurato l’esponente M5S, non sarà utilizzata “come trampolino di lancio per le politiche”, ma “ai siciliani diremo: «Proviamo a mandare a casa i vecchi partiti».

Nessuna alleanza con la Lega di Salvini

«L’obiettivo è il 40%, ce la metteremo tutta e ce la metterò tutta ma se dovessimo arrivare primi senza riuscire ad avere la maggioranza assoluta, allora l’M5S dovrà presentarsi alle camere non per fare accordi sulle poltrone per dire: dateci l’opportunità di partire e poi in Parlamento, sulle singole leggi, voteremo insieme», ha detto Di Maio. La Lega può essere un partner di governo? «Io sono di Napoli, Salvini era uno di quelli che diceva ‘Vesuvio lavali col fuoco’, quindi di affine non c’è niente», ha risposto l’esponente 5 Stelle.