Di Maio premier, M5S diviso. E c’è chi ipotizza addirittura la scissione

Luigi Di Maio, l’uomo che non azzecca un congiuntivo, sarà il candidato premier dei Cinquestelle, con la benedizione di Beppe Grillo che ieri dal suo blog chiariva: chi ha ricevuto un avviso di garanzia come atto dovuto nell’esercizio delle sue funzioni, può candidarsi. Di Maio, su cui pende una querela, rientra nella categoria. 

Ma c’è comunque tempo fino alle 12 di domani per vedere se ci saranno sfidanti. C’è tutta un’ala che rumoreggia, infatti, e non apprezza l’opzione Di Maio. Si tratta della corrente che fa capo a Roberto Fico e che ritiene deleterio per il Movimento un passo indietro di Beppe Grillo di proporzioni così grandi, in pratica foriero di uno snaturamento del M5S. Il deputato Luigi Gallo chiosa: stiamo dando l’addio a Grillo, chi lo ha deciso? Il Corriere ipotizza addirittura che possa esserci in cantiere una scissione: “Serpeggia un clima da redde rationem. Secondo alcune indiscrezioni, una fronda di parlamentari di rito ortodosso, i cui nomi restano coperti, potrebbe pensare alla fuga all’indomani dell’incoronazione di Di Maio“. La sua elezione a candidato premier dovrebbe avvenire sabato prossimo, durante il raduno “Italia a Cinquestelle” di Rimini. 

Di Maio, 31 anni, un padre missino come quello di Di Battista, dopo la sua elezione in Parlamento nel 2013, diviene il volto istituzionale del Movimento. Non a caso viene soprannominato il “grillino democristiano”. Il Financial Times parlerà di lui come volto “moderato e affabile” del Movimento. Ma a risultare popolarissime sul web sono soprattutto le sue gaffe (nonostante la fidanzata, Silvia Virgulti, si occupi di comunicazione…). Memorabile la tirata contro il vitalizio di Luca Boneschi, ormai scomparso quando Di Maio fa la sua intemerata e sorprendente la collocazione di Pinochet in Venezuela.