Dal Venezuela un grido disperato: “Liberate mio padre, ci serve aiuto”

Nonostante i media internazionali abbiano calato la sordina sul Venezuela e sul suo dittatore rosso Maduro, la tragedia della fame e della repressione continua. “Sono qui per alzare la voce, tanti venezuelani sono silenziati. Voglio un Venezuela libero, tutti i prigionieri politici devono essere liberati, a cominciare da mio padre”. Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas Antonio Ledezma, tra i leader dell’opposizione al governo di Maduro lancia attraverso l’Adnkronos un appello all’Unione europea. “Il Venezuela ha bisogno che la comunità internazionale agisca – avverte Ledezma – che applichi delle sanzioni, che congeli i beni di tutti i dittatori che stanno distruggendo il Paese. Abbiamo bisogno di tanta solidarietà in questo momento di opposizione sociale e politica. I venezuelani stanno morendo perché non hanno niente da mangiare, ci vogliono circa 15 stipendi minimi per comprare i beni di prima necessità. Abbiamo bisogno che la comunità internazionale aiuti il Venezuela”, insiste. “Sono qui a Fiuggi – dice la figlia di Antonio Ledezma, ospite alla convention di Forza Italia organizzata da Antonio Tajani nella cittadina termale – per far capire che in Venezuela si vive sotto una dittatura. I venezuelani vogliono un Paese libero dove si faccia giustizia e vengano liberati tutti i prigionieri politici, come mio padre che si trova in prigione da più di due anni e mezzo e ad oggi non ha subito nessun processo , si trova in un limbo giuridico”.