Corea del Nord, sull’orlo della guerra: Trump riunisce il consiglio di sicurezza

Con un’indifferenza agghiacciante e una soddisfazione assordante la Corea del Nord, arrivata tranquillamente ben ultima dopo Tokyo, Pechino e Seul, ha confermato di avere condotto stamattina con successo il suo sesto test nucleare con una bomba all’idrogeno. Così, come se nulla fosse: una prova nucleare che ha scatenato un terremoto artificiale di magnitudo 6.3 che ha scosso oggi la Corea del Nord, causato da un’esplosione 9,8 volte più potente di quella del precedente test nucleare condotto dal regime di Pyongyang. Di più: come riferito dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, spiegando che un kilotone è equivalente a mille tonnellate di Tnt, è stato spiegato che il sesto test nucleare della Corea del Nord di stamattina aveva una potenza di circa 100 kilotoni, circa quattro o cinque volte più forte della bomba atomica sganciata a Nagasaki, in Giappone, nel 1945. E ora il mondo prova a reagire e a correre ai ripari: a partire dagli stati Uniti guidati da Donald Trump che ha appena convocato una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale di Washington per discutere del test nucleare della Corea del nord. <<Il team per la sicurezza nazionale sta seguendo la situazione da vicino>>, ha dichiarato infatti la portavoce Sarah Huckabee Sanders. E come gli Usa, anche il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha immediatamente indetto il Consiglio di Sicurezza Nazionale dopo la notizia del sesto esperimento nucleare condotto stamattina da Pyongyang, con un’esplosione sotterranea da brivido.

Corea del nord, Trump e Seul convocano il consiglio di sicurezza

<<La Corea del sud sta scoprendo che – come ho detto loro – le parole di acquiescenza con la Corea del nord non funzioneranno. Capiscono una sola cosa, ha twittato poco prima della convocazione consiliare Trump facendo chiaramente intuire lo spirito interventista con cui si sarebbe seduto al tavolo con all’ordine del giorno un solo punto: neutralizzare la minaccia di Kim Jong un. <<La Corea del nord ha effettuato un grosso test nucleare. Le loro parole ed azioni continuano ad essere molto ostili e pericolose per gli Stati Uniti>> ha poi aggiunto su Twitter l’inquilino della Casa Bianca bilanciando il tweet precedente con allusioni esplicite alla necessità di difendersi. Difensa, certo, ma attiva. DEl resto, come postato ancora dal presidente americano, <<la Corea del nord è una nazione canaglia che è diventata una grave minaccia e un grande imbarazzo per la Cina, che sta cercando di aiutare, ma con scarso successo>>.

Corea del nord, la reazione congiunta Merkel-Macron

E una ferma condanna sull’agire indiscriminato del dittaore nordocoreano è arrivata anche dal fronte europeo che ha bollato l’ennesimo test nucleare di Pyongyang <<nei termini più duri>> possibili. E come il ministro Alfano e il premier Gentiloni, anche Berlino e Parigi, in una dichiarazione che segue una telefonata tra Angela Merkel e Emmanuel Macron, hanno dichiarato congiuntamente che <<la Corea del nord ha violato il diritto internazionale e la comunità internazionale deve reagire in modo unanime e deciso a questa nuova escalation>>. Dunque Merkel e Macron, a dispetto di quanto non detto finora, cominciano ad essere d’accordo con Trump e dunque a favore di sanzioni più dure dell’Ue contro Pyongyang. Sarà la volta buona per disinnescare la minaccia nordcoreana?

Corea del nord, Russia e Cina concordano una reazione “adeguata”

Il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin hanno concordato oggi di gestire in maniera adeguata la vicenda dell’ultimo test condotto dalla Corea del nord. I due leader hanno concordato di restare fedeli all’obiettivo della denuclearizzazione della penisola coreana e restare in stretto contatto e coordinamento per gestire la nuova situazione. Lo riferisce la Xinhua da Xiamen, dove è in corso il summit dei paesi Brics, Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica.