Castrazione chimica, la pdl presentata nel 2014. Ecco cosa prevede

Trattamento farmacologico di blocco androgenico totale, in due parole e senza perifrasi: castrazione chimica. Questo il rimedio che Matteo Salvini è ritornato a invocare oggi per punire gli uomini che si macchiano dei reati sessuali, richiesta accompagnata dalla sollecitazione, rivolta alla presidente della Camera Laura Boldrini, di ‘accelerare’ la discussione della legge presentata dalla Lega Nord nel luglio del 2014, in commissione Giustizia.

La pdl prevede l’introduzione nel Codice Penale del trattamento per chi commette reati sessuali, in particolare a danno di minori. L’esigenza, secondo Nicola Molteni (primo firmatario, ma la proposta è sottoscritta da tutti i deputati leghisti), è determinata dalla “mancanza di adeguate misure sanzionatorie e di prevenzione nell’ambito della disciplina penale vigente per questi reati” ed “è confermata dalle sempre più frequenti notizie di cronaca relative a aggressioni e violenze a sfondo sessuale”. Il trattamento farmacologico, spiega la proposta della Lega Nord, è già previsto negli ordinamenti giudiziari degli Stati Uniti, Germania, Danimarca, Svezia, Francia e Spagna e “rappresenta una misura nel contempo deterrente, preventiva e risolutiva”, che verrebbe comminata dal giudice per i reati di natura sessuale previsti dal Codice (609-bis e seguenti con relative aggravanti), valutata “la pericolosità sociale e della personalità del reo, nonché dei suoi rapporti con la vittima del reato”.

I condannati, sostiene la proposta leghista, verrebbero sottoposti al trattamento farmacologico di blocco androgenico totale, attraverso la somministrazione di farmaci di tipo agonista dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante (LHRH), o di altri metodi chimici o farmacologici equivalenti. Oltre al trattamento farmacologico di blocco androgenico totale, è previsto anche l’inserimento del condannato in un programma di recupero psicoterapeutico. La pdl prevede che chiunque sia stato riconosciuto colpevole, con sentenza passata in giudicato di reati a sfondo sessuale “può sempre chiedere di essere ammesso volontariamente al trattamento farmacologico”.