Caso Regeni, Gasparri: «Scandaloso il silenzio dei professori di Cambridge»

I troppi misteri di una morte assurda, i reiterati depistaggi egiziani, l’intollerabile reticenza inglese. Più tempo passa, più la tragica fine di Giulio Regeni assume le sembianze di un terribile intrigo internazionale. Bene ha fatto il nostro governo a riallacciare i rapporti diplomatici con Il Cairo, ma verrebbe meno agli impegni assunti davanti al Parlamento e alla famiglia del giovane ricercatore ucciso nel gennaio del 2016 se non facesse tutto quanto nelle proprie possibilità per fare chiarezza su questa tristissima vicenda.

L’Italia pretenda chiarezza anche dalla Gran Bretagna

E chiarezza deve pretendere l’Italia, non solo dall’Egitto ma anche dalla Gran Bretagna. Finora, infatti, l’università di Cambridge, che aveva spedito Regeni in Egitto per un ricerca sul commercio abusivo, non ha fornito un solo contributo alla soluzione del caso. Un muro di gomma, quello inglese, prontamente evidenziato da Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato in quota Forza Italia nel corso del suo intervento davanti alle commissioni Esteri di Camera di Palazzo Madama: «È giusto e doveroso rimandare il nostro ambasciatore in Egitto – ha dichiarato l’ex-ministro -, ma bisogna anche far emergere uno scandalo su cui non si puntano i riflettori con il coraggio necessario».

Gasparri censura «l’inerzia di Pignatone»

Gasparri ha posto interrogativi che non possono restare senza risposta: «Perché – ha chiesto – la procura della Repubblica di Roma ha incassato il silenzio dei professori musulmani di Cambridge che hanno mandato Regeni in Egitto? Perché Pignatone non ha insistito in un Paese libero e democratico come l’Inghilterra per ottenere squarci di verità?».  Gasparri, che ha parlato di «inerzia investigativa» sul caso Regeni, ha anche annunciato che si rivolgerà «al ministro della Giustizia che ai membri del Csm» perché si svolga una indagine a carico del capo della Procura capitolina: «È vergognoso – ha detto – che Pignatone abbia gestito in questa maniera la questione».