Cari forzisti, attenti ai “berlusconiani di ritorno”: tradiranno ancora

La differenza con i salmoni è che questi risalgono il fiume controcorrente per andare a morire. I berlusconiani di ritorno, invece, se ne lasciano trasportare per tornare politicamente a vivere. Fossimo perciò nei panni dei berlusconiani doc, ci incazzeremmo, e di brutto, a vedere il viavai in corso in Forza Italia. Anzi, più che viavai, è un flusso a senso unico: ritorni tanti, partenze nessuna. Tutta colpa dei sondaggi che danno per risorto il Cavaliere e vincente il centrodestra. E allora – alé – tutti in soccorso del vincitore nell’affollato festival dell’eterno ritorno delle inquiete anime centriste. Le stesse che quando Berlusconi annaspa, decidono che il centro è a sinistra per poi ripensarci quando, come adesso, lo vedono tonico e trofico. Ma è una scusa: a loro, più che al centro, interessa solo stare in mezzo. Come prima, più di prima. Il problema, però, non sono tanto le anime in pena quanto, piuttosto, le anime belle che spalancano loro le porte pur sapendo di rimettersi in casa sedicenti berlusconiani che al primo stormir di fronde torneranno a tradire. Inutile arrovellarcisi: chi ha tradito, tradirà. È legge di natura, pulsione irrefrenabile, istinto insopprimibile. E non è, il loro, il tradimento che aggiunge sale alla politica. Né è il fecondo ribaltamento di coscienze da cui scocca la scintilla che incendia la storia. Non è l’imprevedibile che si vendica dello status quo. Fosse così, ne avremmo rispetto. La storia, si sa, è un immensa cicatrice di svolte, di scatti e di strappi. Compiuti da incoerenti, indisciplinati e disordinati capaci tuttavia di generare una stella dal caos. Ma qui parliamo d’altro, di volgari voltagabbana alla ricerca del padrone di turno. Gente che non serve a niente, se non a parlar bene pensando male, proprio come si conviene ai membri della «cortigiana vil razza dannata». Di esemplari così, nella sua tempestosa ed esaltante esperienza, Berlusconi ne ha conosciuti già tanti e ne è stato mal ripagato da troppi. A che gli giova, ora, richiamarli in servizio?