“Avvenire” chiede lo Ius Soli. E nelle parrocchie boicottano il giornale

17 Set 2017 15:21 - di Redattore 92

La prima pagina di Avvenire con la richiesta di imporre lo ius soli per legge nell’edizione della domenica ha creato grande imbarazzo in molte parrocchie italiane. Una scelta politica, completamente appiattita sulla sinistra italiana, che ha suscitato le proteste dei fedeli in tutta Italia e quella silenziosa, ma altrettanto sdegnata, di più di un parroco. Il “boicottaggio” dei fedeli e di più di un sacerdote, è stato registrato in diverse chiese d’Italia, dove questa domenica il quotidiano dei Vescovi non è stato esposto. C’è  chi ha attuato un boicottaggio silenzioso, chi invece l’ha spiegato esplicitamente: “Siamo una parrocchia, non una sezione di partito”, ha detto al Secolo d’Italia il parroco di una periferia romana. “Le lamentele dei fedeli le raccogliamo noi, non Bassetti e Galantino”

«Con “Avvenire” il cattocomunismo è più vivo che mai»

Contro la scelta del direttore Marco Tarquinio, che da tempo ha indirizzato a sinistra la barra del quotidiano, sono piovuti commenti severi di molti lettori.  Su Twitter un follower ha ricordato al direttore Tarquinio che l’editoriale sembra lo sbobinato di un vecchio comizio di Massimo D’Alema in favore dello Ius Soli. Mentre altri usano un’etichetta che sembrava finita nel dimenticatoio: cattocomunista. Sui Social network pochi religiosi prendono posizione esplicitamente. Ma chi lo fa usa parole pesanti come pietre. Come un sacerdote che su Twitter chiede incredulo: “Perché non mettere in prima pagina i cristiani perseguitati?” Obiezione destinata a rimanere lettera morta. 

Sul direttore di “Avvenire” piovono le critiche dei lettori

Anche sulla pagina Facebook di Avvenire i fedeli si fanno sentire. E mentre le condivisioni e i like stentano a decollare, piovono critiche se non addirittura insulti. Scrive una lettrice: “Ma non diciamo stupidaggini! A 18 anni se vogliono possono richiedere la cittadinanza italiana” Ancora più duro Pier Luca Bancale, sacerdote romano, che ha il coraggio di annunciare pubblicamente il boicottaggio che molti suoi colleghi hanno già avviato in silenzio. «Allibito dalla prima pagina di oggi, sfacciata propaganda dello ius soli. Ma solo per le unioni civili la Chiesa non fa politica?” Questa domenica le copie di Avvenire le ho lasciate in sagrestia per evitare che la gente fosse scandalizzata dal giornale dei vescovi…»

Commenti

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  • flavio 20 Marzo 2018

    Purtroppo il giornale dei vescovi italiani da diversi anni sbanda a sinistra.
    Questo mi mette in tentazione di non dare l’otto per mille alla chiesa italiana,per non foraggiare anche questi giornalisti