Atac, via libera dal Cda al concordato preventivo. Ira dei sindacati: sciopero

Via libera al concordato preventivo in continuità aziendale per Atac, la municipalizzata dei trasporti del Comune di Roma. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi, «ha individuato nella procedura di concordato preventivo in continuità – annuncia una nota della municipalizzata di via Prenestina – la migliore soluzione alla crisi della società deliberando l’immediata comunicazione all’azionista e convocazione dell’assemblea dei soci per le decisioni di competenza».
Il concordato preventivo, un accordo con i creditori sotto l’egida del Tribunale, è la linea che si andava già delineando da qualche tempo per salvare l’azienda capitolina in grave crisi. «Oggi abbiamo compiuto il primo passo concreto per il risanamento e rilancio della società», dice Paolo Simonipresidente e ad di Atac.

Sarà la società di revisione contabile Ernst & Young, una delle quattro “Big Four” che si spartiscono il mercato mondiale delle consulenze aziendali, secondo la decisione presa oggi dal Consiglio di amministrazione che le ha affidato l’incarico di Advisor Finanziario e Industriale, ad affiancare Atac per dare supporto alla procedura di soluzione della crisi.

Contrariamente al classico concordato preventivo, il concordato preventivo in continuità aziendale prevede, appunto, la possibilità, per l’azienda, di proseguire la propria attività.

Ma, nel piano particolareggiato ed esauriente presentato dall’azienda al Tribunale e che deve necessariamente avere una durata temporale limitata – l’orientamento è fra i 3 e i 5 anni, non di più – devono essere indicati in maniera precisa e analitica quattro elementi: in via obbligatoria un vero e proprio bilancio preventivo con i costi e i ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività d’impresa, le risorse finanziarie necessarie e le relative modalità di copertura, la moratoria di un anno dei creditori con diritto di prelazione, la possibilità, per l’azienda, in questo caso Atac, di partecipare a procedure di assegnazione di contratti pubblici e, infine, la possibilità di ottenere l’autorizzazione al pagamento dei creditori pregressi se strategici alla prosecuzione e funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori. Fra i presupposti, che devono attestati, la concreta e reale sostenibilità del piano e l’effettiva convenienza della soluzione per i creditori.

«Atac deve rimanere pubblica. Atac deve rimanere di noi tutti. Finalmente, inizia una nuova vita per Atac – scrive sul suo profilo Facebook, il sindaco di Roma, Virginia Raggi – Si avvia un percorso di rinnovamento totale dell’azienda di trasporti di Roma con un obiettivo chiaro: migliorare le linee, rinnovare la flotta degli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che meritano; tutelare i dipendenti onesti».

Ma i sindacati di base sono già sul piede di guerra contro le soluzioni prospettate per salvare l’Atac.
Orsa, Tpl Lazio, Faisa-Confail Sul ct, Utl e Fast-Confsal hanno proclamato uno sciopero dalle 8 e 30 alle 12 e 30 per martedì 12 settembre. Lo stop di quattro ore, spiegano in un comunicato, è per contestare l’ipotesi messa in campo dal Campidoglio, quella del concordato preventivo, che «metterebbe a serio rischio livelli occupazionali, diritti salariali e normativi dei lavoratori». I sindacati sottolineano anche «la totale assenza di interlocuzione da parte dell’assessorato della Città in movimento e della governance aziendale con le rappresentanze del lavoratori, unici a non venir ascoltati su una questione da cui dipende il loro prossimo futuro». Un muro contro muro che rischia di danneggiare ulteriormente l’azienda.