Alfano cala la carta Lupi: l’ultima trovata per ingraziarsi il centrodestra

Angelino Alfano ha proposto di nominare Maurizio Lupi a coordinatore di Alternativa Popolare, la sigla nata dalle ceneri del disciolto Ncd. L’obiettivo è fin troppo chiaro: tenersi aperto uno spiraglio a destra in vista delle prossime elezioni politiche. Una manovra anticipata qualche giorno fa dal Secolo d’Italia e che trova conferma nella direzione nazionale in corso in queste ore a Roma. La nomina di Lupi dovrebbe infatti rivelarsi utile nel tentativo di mettere d’accordo capra e cavoli e, soprattutto, di salvare il soldato Alfano.

Lo ha proposto coordinatore di Ap

Lo schema immaginato ricorda un po’ il gioco delle tre carte, che ne caso di Ap sono due: Lupi, appunto, e Alfano. Il primo da utilizzare come richiamo per i vecchi alleati del centrodestra; il secondo in continuità con gli ultimi anni che hanno visto prima Ncd e poi Ap sostenere i governi a guida Pd: prima Letta, poi Renzi infine Gentiloni. Un’alleanza, questa con il centrosinistra, ribadita in Sicilia, dove si voterà il 5 novembre prossimo, ma che metà partito non vorrebbe replicare a quelle politiche della primavera 2018. E qui entra in gioco al carta Lupi, che in questi ha saputo conservare buoni rapporti con il centrodestra tanto è verso che fanno maggioranza in regioni come Lombardia e Liguria e in diverse città del Nord.

Lupi ha sempre guardato all’alleanza con FI, Lega e FdI

Con Alfano impegnato al governo in un dicastero di primaria importanza come gli Esteri, il ruolo di coordinatore nazionale fa di Lupi una sorta di co-leader di Alternativa Popolare. Avrà un ruolo nella formazione delle liste e potrà dire la sua sulle alleanze, il vero nodo che rischia di stritolare (o spaccare) gli alfaniani. Al momento gli occhi sono puntati sulla Sicilia, dove i sondaggi danno nettamente in testa Nello Musumeci e secondo il grillino Cancellieri. Fuori gioco Micari, sostenuto da Pd e Ap. Dovesse essere malamente sconfitto nella sua regione, Alfano sarebbe costretto, almeno tatticamente, la leadership a Lupi. A quel punto, il ritorno di Ap nel centrodestra sarebbe difficilmente contestabile dai leghisti. Così come una candidatura di Alfano, non più leader, nel suo partito. E questo è il gioco delle due carte.