Alemanno: “Berlusconi e Salvini trovino adesso punti di sintesi”

Alemanno sprona il centrodestra all’unità. Per vincere la battaglia delle prossime elezioni politiche e tornare a guidare l’Italia. “Noi puntiamo all’unità del centrodestra, quindi ci auguriamo che Berlusconi e Salvini trovino punti di sintesi” ha infatti dichiarato Gianni Alemanno, segretario del Movimento nazionale per la sovranità. Intervenuto a Napoli per un convegno del sindacato Confintesa e commentando gli esiti delle manifestazioni di domenica scorsa della Lega a Pontida e di Forza Italia a Fiuggi, Alemanno ha espresso il suo punto di vista: “Noi – ha spiegato – stiamo dialogando con Matteo Salvini per creare un grande polo sovranista. E’ chiaro che le nostre posizioni sono molto più vicine a quelle di Salvini, perché ci ritroviamo in una posizione sovranista a difesa dell’interesse nazionale in Europa e nella globalizzazione. Ma ci auguriamo una vera unità del centrodestra ed è anche giusto che il premier sia chi raccoglie più voti”. Sul percorso unitario possibile Alemanno ha poi notato che certamente “le primarie sarebbero la via maestra, ma purtroppo è una via che non si riesce a percorrere e ci auguriamo siano approvate per legge”. Del resto sono tante le cose da fare: “Se vogliamo lanciare un progetto per il lavoro e una nuova organizzazione sindacale, Napoli è un luogo privilegiato per fare questo ragionamento, perché la sfida del lavoro si combatte soprattutto al Sud”. Alemanno ha dato appuntamento “al grande corteo in programma a Roma il 14 ottobre con partenza da piazza della Repubblica alle 15, contro l’immigrazione e per il lavoro italiano”. Secondo il Mns “l’obiettivo della piena occupazione non è impossibile. Bisogna cambiare però radicalmente politica, bisogna liberarsi dei vincoli europei, riprendere gli investimenti pubblici per infrastrutture, rischio idrogeologico e sismico, per la formazione e la ricerca, e fare un grande lavoro di difesa del nostro comparto industriale aggredito da capitali stranieri. Juncker ha dato un primo segnale da questo punto di vista, nel discorso sullo stato dell’Unione, noi queste cose le diciamo da tantissimi anni. Dobbiamo avere un approccio diverso”.