Alabama, vince Roy Moore: l’America va ancora più a destra di Trump

L’ultraconservatore Roy Moore, anche grazie al sostegno di Steve Bannon (il giornalista ex capostratega di Donald Trump) e il suo Breitbart, ha vinto le primarie repubblicane in Alabama sconfiggendo il candidato sostenuto dal presidente Usa. Un profilo tutto d’un pezzo quello di Moore, icona del conservatorismo senza se e senza ma e molto apprezzato dagli ambienti dell’ultra destra americana.

Moore scavalca Trump a destra

Moore, che ha battutto il fedelissimo di mister president, è stato per due volte rimosso dall’incarico di giudice capo della Corte Suprema dello stato del profondo Sud. La prima perché si era rifiutato di rispettare una sentenza che gli imponeva di rimuovere una tavola con i 10 comandamenti che aveva fatto affiggere nell’aula. Da allora Moore è diventato celebre come «il giudice dei 10 comandamenti». Rieletto alla guida del massimo organismo giuridico dello stato ultraconservaore, Moore è stato poi rimosso dalla corte una seconda volta, lo scorso anno, quando si è rifiutato di rispettare la sentenza della Corte Suprema che legalizza i matrimoni gay. Del resto Moore non ha mai fatto mistero della sua posizione sull’omosessualità: «Dovrebbe essere illegale, è immorale», aveva dichiarato nel 2005 e anche la scorsa settimana ha lamentato il fatto che «la sodomia ed altre perversioni hanno invaso il nostro Paese». Posizioni quelle di Moore che, insieme al sostegno a tesi come quelle dei birther sull nascita africana di Barack Obama, sono state il trampolino di lancio politico di Trump e che oggi rendono il 70enne giudice della Corte Suprema dell’Alabama una figura molto popolare negli ambienti dell’estrema destra americana.