Al via le esercitazioni militari russe in risposta alle provocazioni della Nato

Hanno preso il via oggi in Russia e in Bielorussia, ai confini con il fianco orientale della Nato (di Polonia, Lituania e Lettonia), le esercitazioni militari su larga scala Zapad 19 (occidente in russo), ha confermato questa mattina il ministero della Difesa a Mosca. Le manovre, che si svolgono anche nell’enclave russa di Kaliningrad, dureranno fino al 20 settembre e coinvolgono 12.700 militari, sotto la soglia dei 13mila che impone ai Paesi dell’Osce, partecipanti al Documento di Vienna del 1999, la presenza di osservatori stranieri. Ma fantasiose fonti occidentali, smentite decisamente da Mosca, hanno denunciato il coinvolgimento reale di quasi 100mila unità. Anche ieri, il generale Andrei Kartapolov, a capo del distretto militare occidentale russo, ha ribadito, in una intervista all’organo ufficiale delle forze armate Krasnaya Zvezda, che il numero dei militari e gli equipaggiamenti coinvolti “rispetta pienamente il Documento di Vienna”. Ufficialmente partecipano alle manovre, che simulano una insurrezione, con terroristi attivati dall’estero nella Bielorussia occidentale, 7.200 militari bielorussi e 5.500 russi, tremila dei quali dispiegati in Bielorussia, 70 aerei e 680 fra carri armati e pezzi di artiglieria, oltre a dieci unità navali. “Eventi di carattere tattico ed esercitazioni di fuoco con aerei e unità della difesa aerea si svolgeranno nelle località russe e bielorusse di Lepelsky, Losvido, Borisovsky, Osipovichesky, Ruzhansky e Domanovsky, e nelle regioni bielorusse di Dretun e russe di Luzhsky, Strugi Krasnye e Pravdinsky”, ha precisato il ministero della difesa aggiungendo che l’obiettivo principale delle esercitazioni è anche quello di “migliorare l’interoperabilità”.