Addio a Hugh Hefner, fondò Playboy e visse coccolato dalle Conigliette

È morto Hugh Hefner. L’unico uomo al mondo che ha vissuto come ogni uomo vorrebbe vivere: circondato e coccolato da donne! Da bellissime, sinuose, morbide, giocose e lussureggianti femmine. Sempre. Superata la soglia dei 91 anni, il fondatore di Playboy ha salutato le Conigliette, ha riposto l’inseparabile pipa sul comodino e ha chiuso i battenti della sua esistenza. Vita tanto fortunata e tanto invidiata, quella di Hefner. Al netto di scontate e stupide ipocrisie. Ogni maschio del pianeta, almeno per una volta, ha sognato di essere come Hugh, di andare a dormire come Hugh e di svegliarsi come Hugh nella sua ‘Playboy Mansion‘. È stato una specie di pioniere, quest’uomo nato poco prima della Grande Depressione a Chicago. Ma un pioniere condannato a restare unico nel suo genere. Perchè unica ed irripetibile è stata la sua scalata. L’idea che portò Hefner alla notorietà planetaria fu tanto semplice quanto rivoluzionaria: il nudo femminile stampato su un rotocalco per soli uomini e per uomini soli. Cioè per tutti. Un nudo proposto con e senza veli, ma sempre in una versione elegante e sensualissima. Nulla a che spartire con la pornografia, perciò. Camille Paglia, la sociologa femminista più antifemminista che ci sia, l’ha spiegato così il fenomeno Hefner:  “…è stato uno dei pionieri della rivoluzione sessuale, e la storia gliene renderà merito. Inoltre ridefinì la mascolinità, mostrando uomini che non erano solo pronti alla guerra ma amavano la sartoria, la moda, la cucina, il sesso”. Fu Playboy, quindi. E fu una maniera – non sapremo mai quanto voluta – di ridisegnare la femmina e il maschio nel perenne gioco della vita e della seduzione. Un gioco che Hefner pensò patinato ed elegante, che nulla più nascondeva all’appetito maschile. Che solleticava la lussuria e scatenava la passione. Un successo planetario. Immediato. Playboy fu subito il mensile più atteso e chiacchierato. Quello che arrivava e subito spariva. Insieme al sorriso ammiccante e compiaciuto dell’edicolante. Che provocava il solito capannello di amici al bar. E che stuzzicava i soliti commenti salaci e gli immancabili sospiri di meraviglia e gelosia. Solo una rivista, certo. Che, tuttavia, riuscì a cambiare il rapporto tra i sessi più di ogni altro tipo di rivendicazione. Hefner, perciò, il paradiso delle Conigliette se l’è meritato. Da lì sorriderà sornione. E si farà ancora beffe della nostra invidia.

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