Accordo Fincantieri-Stx, per l’Italia un pareggio che somiglia a una sconfitta

Se è vero che i mercati votano ogni giorno, non c’è dubbio che il calo del 2 per cento ieri a Piazza Affari del titolo Fincantieri (al momento in cui scriviamo perde il 3,01) suoni come una clamorosa bocciatura dell’accordo stipulato a Lione tra Gentiloni e Macron sull’acquisizione da parte del colosso italiano della cantieristica navale dell’omologo francese Stx Saint-Nazaire. Un accordo che il governo italiano ha tentato di presentare come una vittoria quando in realtà un pareggio – quattro membri a testa nel nuovo cda con il voto del presidente che vale doppio in caso di parità – che per molti versi somiglia a una sconfitta.

La Francia presterà l’1% a Fincantieri per 12 anni

Innanzitutto perché il 51 per cento delle quote in capo a Fincantieri era un impegno già assunto da Françoise Hollande, precedessore di Macron all’Eliseo, e poi perché sia il ministro dell’Economia, Padoan, sia il suo collega delle Attività Produttive, Calenda, avevano a più riprese ribadito che mai l’Italia avrebbe accettato condizioni diverse. Cosa che, invece, puntualmente si è verificata. Fincantieri, infatti, raggiungerà la maggioranza più uno delle quote, ma solo grazie all'”aiutino” francese che ci presterà l’1 per cento per dodici anni. Ma anche in questo caso il trucco c’è: il prestito, infatti, sarà valutato ogni due anni. In pratica, è revocabile ogni biennio. Il che rappresenta oggettivamente un rischio se si pensa che Macron si è già rimangiato l’impegno ricevuto in eredità e che parliamo di un settore strategico, strettamente imparentato con la cantieristica navale militare. Non è un mistero che la Francia sia tradizionalmente poco disposta a cedere i propri asset strategici. C’è da giurare che neanche la prospettiva di un polo europeo in grado di competere con Cina e Usa riuscirebbe a compensare la perduta grandeur in un comparto ritenuto vitale e, per di più, a vantaggio dei “cugini” italiani.

I mercati bocciano l’intesa

Tensioni, del resto, erano sono trapelate nelle ore seguite all’annuncio dell’accordo raggiunto. Fonti del governo francese avevano fatto sapere che alla presidenza di Fincantieri-Stx sarebbe rimasto Lauren Castaing, attuale dg di Saint-Nazaire, mentre al socio italiano sarebbe rimasta la possibilità di rimuoverlo. Da Roma hanno subito replicato dicendo che l’accordo prevede esattamente il contrario e cioè che presidenza e amministratore delegato restano in mani italiani mentre Parigi avrà potere di veto. Morale: l’Italia incassa una vittoria a tempo che nel giro di due anni può trasformarsi in una cocente sconfitta. I mercati hanno fiutato l’imbroglio. E l’hanno punito.