A Pontida Salvini mette il bavaglio a Bossi: “Allora me ne vado…”

Rottamato, silenziato, emarginato. Oggi a Pontida il fondatore delle Lega Nord, Umberto Bossi, è rimasto fuori dal palco, a sorpresa. “Sì, sono abbastanza arrabbiato per l’esclusione” dalla scaletta degli interventi dello storico raduno leghista, ha ammesso Bossi. “Salvini –  ha poi detto il senatùr i giornalisti – mi ha detto che non voleva farmi fischiare, ma è un segnale che devo andarmene via”, ha spiegato ancora Bossi. Che ha aggiunto: “Matteo Salvini racconta delle balle. Io non mi sono mai aspettato niente da Salvini, non mi ha aspetto niente da chi ha tradito il Nord”. E l’inchiesta dei giudici? “Il processo che ha portato al sequestro dei conti della Lega è una cosa che non ha senso.Io non ho preso i soldi, è un processo ordito dai servizi segreti”.

A Pontida lo strappo con Bossi e la candidatura a premier

Nel giorno dello strappo con Bossi, Matteo Salvini ha radunato il suo popolo a Pontida e lanciato la sua corsa alla premiership. “Se voi ci sete io non  mollo: da oggi parte una lunga marcia per cambiare il Paese e andare al Governo”, ha detto il segretario federale della Lega Nord.  Dal palco di Pontida, il segretario federale ha dettato la linea sul futuro governo a guida Lega e agli alleati manda l’ultima chance: “Non voglio vedere poltronari come Alfano, né altri traditori che ci hanno già fatto perdere un voto”. Per Salvini, bisogna “vincere con un’alleanza vera, come quella che ha liberato la Liguria o Sesto San Giovanni”. Una volta a Palazzo Chigi, le priorità sono queste: “Quando andremo al Governo, daremo mano libera agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine per difenderci e portare onestà e sicurezza alle nostre città”, sottolinea. La legge Fiano e la legge Mancino “saranno cancellate”, insieme al decreto Lorenzin sui vaccini, alla Legge Fornero e alla riforma della Buona Scuola. Da sfondo, la ‘tegola’ giudiziaria caduta nei giorni scorsi sul partito, con i sequestri preventivi dei conti correnti del Carroccio. “Se pensano di bloccarci rubando il frutto del nostro lavoro hanno sbagliato a capire: i giudici andassero a sequestrare i conti dei mafiosi in giro per l’Italia perché qui c’è gente per bene”, ha detto Salvini, spiegando di voler, ancora di più, arrivare a un sistema in cui “i giudici siano eletti direttamente dal popolo”.