Kim pronto a lanciare un nuovo missile, l’allarme di Seul: tensione alle stelle

Scenari sempre più preoccupanti. Fonti di intelligence non smentite dal governo sudcoreano riferiscono movimenti militari: sarebbe imminente un nuovo lancio missilistico da parte della Corea del Nord. La partita a scacchi continua nella penisola coreana. Sul piano diplomatico e sul piano militare si intensificano le schermaglie e ad ogni mossa segue una reazione, in una sequenza che in ogni momento sembra poter portare ad una escalation incontrollata.

Pyongyang sposta i missili ad Ovest

A poche ore dall’avvio dei lavori al Palazzo di Vetro sul sesto test nucleare del Nord tra condanna unanime e divergenze su sanzioni e mosse da adottare, a Seul l’agenzia d’intelligence sudcoreana (Nis) ha tracciato un quadro allarmante sugli scenari futuri con un vettore balistico intercontinentale di fatto in rampa di lancio e con una “traiettoria standard verso il Pacifico del Nord”, simile a quella del Hwasong-12 di fine agosto che sorvolando il Giappone finì poi in mare. Corea del Nord starebbe dinque spostando quello che sembra un missile balistico intercontinentale (ICBM) verso la sua costa occidentale. A dirlo è il quotidiano sudcoreano Asia Business Daily, citando una fonte di intelligence non identificata. Il razzo ha iniziato a muoversi lunedì, all’indomani del sesto test nucleare della Corea del Nord, ed è stato notato mentre veniva spostato di notte, per evitare la sorveglianza, sostiene il rapporto di intelligence. Il ministero della difesa della Corea del Sud ha dichiarato di non poter confermare i contenuti del report. Il ministero ha detto in parlamento che la Corea del Nord viene ritenuta pronta a lanciare più missili, inclusi ICBMs, in qualsiasi momento.

L’intelligence di Seul ha messo in guardia dai rischi di un nuovo test nucleare, possibile in ogni momento, e di lanci di altri missili balistici intercontinentali individuando il 9 settembre, anniversario della fondazione dello Stato, e il 10 ottobre, giorno della nascita del Partito dei Lavoratori, come date sensibili. In un’audizione parlamentare, il National Intelligence Service (Nis) ha aggiunto che le analisi su 2 dei quattro tunnel del sito atomico di Punggye-ri mostrano “che una detonazione è sempre possibile”. Intanto, le forze armate sudcoreane hanno condotto un’esercitazione simulando un attacco contro un sito nucleare nordcoreano, con l’utilizzo di caccia F15 e di un missile balistico. Nell’esercitazione è stato utilizzato il missile Hyunmoo-2A e missili a lungo raggio aria-terra, che secondo il comunicato dello stato maggiore interarmi “hanno tutti accuratamente raggiunto i loro obiettivi”. Gli obiettivi simulati erano stati individuati nel Mar del Giappone alla stessa distanza del sito per i test nucleari nordcoreano di Punggye-ri”.

 

La telefonata Trump-Merkel

“Tutte le opzioni per affrontare la minaccia nordcoreana sono sul tavolo”. Questo ciò che il presidente americano Donald Trump ha detto alla cancelliera tedesca Angela Merkel nel colloquio telefonico, come riferisce la Casa Bianca. Nel corso della telefonata i due leader hanno concordato sulla necessità di aumentare la pressione su Pyongyang e varare nuove e più severe sanzioni. Una tattica che non è condivisa da tutti.

L’Onu: “Kim vuole la guerra”

Quello effettuato dalla Corea del Nord “è il test nucleare più potente mai realizzato in precedenza”. Così il sottosegretario generale alle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman, durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocata dopo il lancio missilistico, il sesto, messo in atto lunedì da Pyongyang. Feltman ha sottolineato “le gravi violazioni” delle risoluzioni Onu e dei trattati internazionali da parte del regime nordcoreano. L’ambasciatrice USA non ha dubbi: “Pyongyang vuole la guerra”. Parole alle quali ha fatto eco l’ambasciatore americano a Palazzo di Vetro, Nikki Haley: “Enough is enough”, quando è troppo è troppo” ha detto. Haley ha chiesto che siano adottate “le più forti misure possibili” contro il regime di Pyongayang, criticando l’azione spesso “troppo lenta e debole” della comunità internazionale. Poi il monito, che appare rivolto soprattutto alla Cina: “Chiunque continua a fare affari con la Corea del Nord sta solo aiutando il regime”. “Il programma nucleare della Corea del Nord ha raggiunto una pericolosità senza precedenti, Pyongyang sta cercando la guerra – ha concluso Haley – e solo le azioni e le sanzioni più forti possono fermarlo”.

La condanna dei leader del G7

Compatti i leader del G7 nel condannare “nei termini più forti possibili il nuovo test nucleare condotto dalla Corea del Nord” con comportamento “irresponsabile”. Lo si legge in una dichiarazione che porta la firma di Paolo Gentiloni, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Shinzō Abe, Theresa May, Donald Trump, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk. “La Corea del Nord deve immediatamente” abbandonare “tutti i programmi nucleari e i programmi di missili balistici in una maniera che sia completa, verificabile e irreversibile”. “Siamo pronti – si legge ancora nella nota – a rafforzare ancora le misure che puntano a raggiungere” l’obiettivo di fermare i test nucleari della Corea del Nord e “richiamiamo con forza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad assumersi le sue responsabilità e lavorare per l’adozione di una nuova ed efficace risoluzione che includa misure più forti”. “Nonostante gli sforzi” fatti negli ultimi decenni, “il programma nucleare” nordcoreano “è più avanzato e pericoloso che mai”. Il nostro approccio “non ha funzionato”, “abbiamo fatto molti colloqui” ma “non ha mai funzionato, il tempo per le mezze misure è finito”. Pechino: non permetteremo caos e guerra nella penisola Quanto alla Cina, Pechino caldeggia ancora la strada diplomatica. “La situazione sulla penisola si sta deteriorando costantemente mentre parliamo, precipitando in un circolo vizioso”, ha affermato l’ambasciatore cinese Liu Jieyi, “La questione deve essere risolta pacificamente. La Cina non consentirà mai il caos e la guerra sulla penisola”.