Via Curtatone, Rampelli: nel 2015 denunciai l’occupazione e Alfano fece spallucce

Era il 2 dicembre 2015 quando Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, presentava un’interrogazione urgente all’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per chiedere lumi sull’occupazione abusiva dello stabile di via Curtatone, a due passi dalla centralissima Piazza Indipendenza a Roma, di fronte al Consiglio superiore della magistratura, di oltre 30mila metri quadrati. «Nel palazzo – spiegava Rampelli – sono stati deportati centinaia di immigrati dai professionisti delle occupazioni abusive della sinistra. Ci risulta che vi si svolgono attività illecite, prostituzione, spaccio di droga e che gli immigrati paghino un affitto abusivo e dispongano di un ticket per fare la spesa». Quasi due anni fa Rampelli invitava il governo a prendere iniziative per ripristinare i diritti della proprietà e dei cittadini italiani oltre che il decoro in vista dell’anno giubilare.

Decisamente insoddisfacente la risposta del ministro Alfano che, dopo aver temporeggiato per alcuni giorni, si presentava in Aula, fresco di una “visita” allo stabile di via Curtatone, esibendo un’efficienza sul terreno delle occupazioni clandestine smentita fai fatti. Per lo sgombero, richiesto da Rampelli a Roma come per tutti gli edifici occupati nel resto d’Italia, si dovrà aspettare agosto 2017 con strascico di polemiche che ancora occupano le prime pagine dei giornali.