Via Curtatone, Rampelli: ecco le ricevute degli affitti riscossi dagli okkupanti (video)

Italiani, presidiate le vostre case». È il “consiglio”, anzi l’Sos, di Fabio Rampelli ai romani costretti a subire da anni l’occupazione abusiva da parte degli immigrati della Capitale, per lo più africani. «Lo stop agli sgomberi delle occupazioni abusive deciso dal ministro Minniti nel caso non esistano sistemazioni alternative per gli immigrati – si legge in un post su Facebook del capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio diventato virale nel giro di poche ore – è un attentato al diritto costituzionale alla proprietà. Praticamente lo Stato italiano intende applicare il precetto comunista dell’esproprio proletario per cui se un gruppo di persone si organizza per occupare case sfitte, a cominciare dalle seconde case, non sarà più possibile per i proprietari riacquisirne l’uso, a meno che lo Stato non abbia voglia di trovare soluzioni abitative alternative per gli occupanti».

Rampelli: Minniti liquida il diritto alla proprietà

In pratica si nega la forza pubblica per la restituzione delle case ai proprietari che, quindi, saranno a tutti gli effetti requisite. Nel caso scandaloso di via Curtatone – prosegue Rampelli – per esempio lo Stato ha deciso per 4 per 4 anni di non cercare alternative e così nei 30mila metri quadrati di superficie disponibile è stata istituita dagli immigrati una vera e propria casa dell’illegalità, quasi sempre tollerata, a eccezione dei 12 arresti fatti nel 2016 nei confronti di altrettanti trafficanti di uomini intercettati telefonicamente dalla Guardia costiera che avevano stabilito la loro centrale operativa proprio all’interno di Palazzo Curtatone. La tariffa richiesta era di 4500 euro per traversare deserto e Mediterraneo, più altre migliaia di euro per raggiungere diverse destinazioni. Lo stato di pericolosità ravvisato invece dai vigili del fuoco, su nostra denuncia, a causa della straordinaria concentrazione di bombole del gas (l’edificio è a uso ufficio e quindi privo del gas) non ha avuto seguito. Il tutto con oltre 30mila euro di bolletta elettrica per bimestre obbligatoriamente pagata dalla proprietà a vantaggio degli immigrati.


Trentamila euro di bolletta elettrica

Non solo. «A Castelvolturno in provincia di Caserta gli immigrati hanno già preso possesso di alcune seconde case per vacanza, anche se gli obiettivi dei gruppi organizzati sono grandi edifici in cui instaurare una sorta di contratto d’affitto clandestino. A piazza Indipendenza – denuncia il capogruppo di  FdI – per esempio il pizzo preteso dai 100 resistenti che non hanno accettato le sistemazioni gratuite proposte dai gestori del palazzo fruttava oltre 3 milioni di euro, ai quali occorre aggiungere la produzione illegale di pane arabo la cui fornitura era garantita a tutti i ristoratori del centro storico. Un business criminale su cui presenteremo a settembre un esposto urgente alla Procura della Repubblica affinché siano accertate le responsabilità e si indaghi seriamente per capire i rapporti tra i malavitosi stranieri, i gruppi organizzati italiani dediti alle occupazioni e gli amministratori complici che si sono voltati dall’altra parte».