Venezuela, anche la moglie e il figlio di Maduro nell’Assemblea costituente

È in programma in queste ore, salvo ulteriori imprevisti dopo lo slittamento di un giorno, l’insediamento della contestata Assemblea Costituente venezuelana, eletta domenica scorsa per volere del dittatore Nicolas Maduro. Un organismo fortemente contestato sin dall’inizio dall’opposizione con manifestazioni e scontri di piazza che hanno causato finora oltre 120 morti, e non riconosciuto dalla maggioranza dei Paesi della Comunità internazionale. La giornata di oggi si prospetta ad altissima tensione, dal momento che anche l’opposizione ha posticipato di un giorno (da giovedì a venerdì) le manifestazioni di protesta, in modo da farle coincidere con l’insediamento dell’Assemblea. L’assemblea Costituente, composta da 545 membri, tra i quali figurano anche la moglie e il figlio del presidente, avrà ampi poteri, oltre quello di riscrivere la Magna carta del Paese. Potrà sciogliere il Parlamento oggi appannaggio dell’opposizione, modificare le leggi in vigore, e intervenire sulla magistratura. Sulla nuova Costituente pende inoltre una richiesta della procura generale che – dopo aver aperto un’indagine sulla manipolazione dei risultati elettorali, denunciata dalla Smartmatic, società che da oltre un decennio è responsabile del supporto logistico per le elezioni – ha ora chiesto a un tribunale di Caracas l’annullamento dell’insediamento dell’organismo. Neanche il governo di Washington non riconoscerà l’Assemblea costituente eletta in Venezuela, in quanto “prodotto illegittimo di un processo scorretto messo in moto dalla dittatura di Maduro, con lo scopo di attaccare la democrazia.” Le elezioni di domenica sono servite a inserire nella nuova Assemblea tutti quei politici fedeli al presidente Maduro, come ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert. “Il processo è stato truccato dall’inizio, dal modo irregolare in cui le elezioni sono state indette fino al rifiuto, da parte del governo, di permettere agli elettori di opporsi alla modifica della costituzione”, ha affermato Nauert. “In un Paese che già soffriva di malnutrizione, il regime ha minacciato che chi non avesse votato avrebbe perso l’accesso al cibo, alla pensione e ai benefit lavorativi”, ha aggiunto la portavoce. “Sospendere la nuova Costituente”. Lo chiede ufficialmente la Santa Sede, esprimendo nuovamente la sua “profonda preoccupazione per la radicalizzazione e l’aggravamento della crisi nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, con l’aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti”. Papa Francesco, direttamente e tramite la Segreteria di Stato, “segue da vicino tale situazione e i suoi risvolti umanitari, sociali, politici, economici ed anche spirituali e assicura la sua costante preghiera per il Paese e tutti i venezuelani, mentre invita i fedeli di tutto il mondo a pregare intensamente per questa intenzione”, riferisce una nota del Vaticano.